domenica 07 Giugno 2026

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PREMI DANNI: E’ ANCORA RECORD. MAI RAGGIUNTI I 13,6 MILIARDI NEI PRIMI TRE MESI DELL’ANNO

A fine marzo scorso l’incremento della raccolta è stato del 4,4%. Non auto a +3,4%, auto a +6%.

 

Alla fine del primo trimestre 2026 i premi lordi totali (imprese italiane e rappresentanze di imprese Ue ed extra Ue) del portafoglio diretto italiano nel settore danni sono stati pari a 13,6 miliardi di euro, in aumento del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Non era mai accaduto che, nei primi tre mesi dell’anno, la raccolta raggiungesse i 13,6 miliardi di euro.  I dati sono dell’Ania, secondo cui l’incremento complessivo è riconducibile sia allo sviluppo del settore non auto, che ha registrato una variazione positiva del 3,4%, sia del settore auto (+6%) per effetto dell’aumento  dei premi del ramo corpi veicoli terrestri (garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli), che hanno segnato un +7,6% e di quello dei premi del ramo Rc auto, che hanno registrato un incremento del 5,4%, come si può vedere dalla tabella sotto (cliccaci sopra per ingrandire).

Hanno trainato principalmente la crescita in questi primi tre mesi del 2026 i rami malattia (con 1,8 miliardi di premi, +11,4%), incendio (1,1 miliardi di euro, +7%), infortuni (con 1,2 miliardi di premi, +4,1%), tutela legale (+6,1%) e assistenza (+9,5%).

In crescita, anche se al di sotto della media, il ramo Altri danni ai beni (1,1 miliardi di euro di premi, +1,1%); in riduzione il settore trasporti che nel complesso ha perso quasi il 20% su base annua e il ramo Rc generale con un volume di oltre 1,5 miliardi e una diminuzione dell’1%. In calo (anche se con volumi più ridotti) anche i rami credito e cauzioni (rispettivamente -6,2% e -1,1%).

Le sole rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei nei primi tre mesi del 2026 hanno contabilizzato premi per 2,3 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2025. Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale è stato del 17,1%.

In particolare, nel settore auto il peso è stato del 12,6%, mentre negli altri rami danni del 20,1%. Per alcuni rami, questa quota è stata superiore al 50%: merci trasportate (50,8%), Rc aeromobili (52,1%) e credito, per il quale l’incidenza di queste imprese è arrivata all’83%. È rimasta ridotta e inferiore al 10% nei rami corpi veicoli ferroviari dove è risultata assente, e nel malattia (7,4%).

La raccolta del settore auto è risultata in aumento del 21,2%. Sono cresciuti sia i premi Rc auto (+21,3%) sia quelli del ramo Cvt (+20,9%), mentre quelli del comparto non auto sono diminuiti dell’1,7%. Il ramo Rc generale (con un volume di 0,5 miliardi, oltre il 20% del totale complessivo) ha registrato a marzo 2026 una variazione negativa del 7,8%. Tra i rami più rappresentativi che hanno contabilizzato oltre 150 milioni di euro, si è registrato l’aumento del ramo infortuni (201 milioni di euro, +10,8%), del ramo Altri danni ai beni (187 milioni di euro, +2,1%) e la diminuzione del ramo credito (188 milioni di euro, -9,1%).

Fabio Sgroi

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