Affrontare con spirito battagliero tutte le sfide e poco spazio alla mediazione. E anche scioperi e chiusure di agenzie. Gli iscritti Sna scelgono una politica di assalto.
Alla fine della prima giornata di lavori del congresso nazionale ordinario e straordinario Sna gli interventi in sala sono stati 17. Ma prima di vedere in sintesi i contributi degli agenti che si sono succeduti sul palco vediamo i numeri del congresso: presenti in totale 341 elettori su 436 aventi diritto al voto (all’appello manca quasi un 25%, anche se c’è ancora la giornata di oggi), di cui 100 presidenti provinciali (su 121), 14 presidenti di gruppo (su 38), 227 delegati (su 275). Non era presente nessun presidente onorario e segretario (su 2).
Presidente dell’assemblea è stato nominato Lucio Modestini (foto a sinistra), coadiuvato da Nicola Vitali, Patrizia Colombini e Franco Staglianò. Per ragioni di spazio si riporta una sintesi degli interventi.
Ha aperto le danze Luigi Costanzo, che riferendosi alla questione Fondo pensione agenti (Fpa) ha sottolineato che «non è possibile accettare la proposta dell’Ania e che non c’è spazio per aprire eventuali discussioni e scendere a compromessi. Anche per una questione di dignità dei pensionati». Sul Fpa si è concentrato anche Aldo Bonettini per il quale è «importante mantenere l’attuale sistema pensionistico esistente, anche se presenta dei problemi. Dopo 40 anni di cogestione», ha detto, «le imprese intendono salvarlo ma con un intervento irrisorio che comporterebbe la morte del fondo stesso. Occorre quindi una reazione forte e immediata da parte degli agenti, anche con presidi sotto tutte le sedi preposte».
Ancora Fpa. Ottavio Pasquotti: «I 16 milioni di euro proposti dall’Ania sono ridicoli. È un pretesto per mettere mano agli agenti. Non possiamo accettare tutto questo e pertanto opto per una manifestazione significativa, con il coinvolgimento di tutti i pensionati. Anche noi dobbiamo lottare per loro. Prepariamo una campagna stampa, una comunicazione con la quale spiegare come l’Ania ha intenzione di fare fallire il Fondo. Comunichiamo ai clienti quello che sta avvenendo…»
Il primo a spostare il tiro è stato Massimo Cingolani, che ha puntato l’indice sull’auspicata unità della categoria: «I problemi ci dovrebbero unire e invece ci dividono…..», ha affermato. E dopo aver apprezzato la relazione del presidente uscente ha invocato «più spazio per l’attività delle sezioni provinciali».
Fortemente critico verso l’esecutivo uscente è stato, invece, Carlo Galbiati. «Si è impegnato mostrando grande personalità, ma troppe volte si è trincerato dietro posizioni di semplice blocco. Su tutti i tavoli si è arrivati a una situazione di stallo e così facciamo il gioco dell’Anapa e dell’Ania. Questo atteggiamento di irrigidimento può danneggiare alla lunga lo Sna», ha sottolineato. E sul Fpa: «Si parla dei pensionati, ma chi pensa ai giovani? Anche loro hanno bisogno di tutele…». Critiche anche al sistema sanzionatorio, per il quale «auspico una revisione al ribasso, dal momento che ci sono agenti che a causa delle multe rischiano di perdere persino la casa..Mi pare che il sindacato non stia facendo nulla su questo fronte. Infine sul programma: «Non è vero che sono stati centrati tutti gli obiettivi a eccezione della riforma dello statuto: non accetto questa affermazione e la ritengo offensiva».
Lucio Modestini è tornato sulla questione Fpa difendendolo strenuamente. «Ricordo che la nascita del Fondo è stata una vittoria per tutta la categoria», ha detto, «è stata tutta opera nostra, nessuno ci ha regalato niente. Ce lo siamo conquistato». Poii ha rincarato la dose. «È noto come il responsabile della distribuzione dell’Ania, Franco Ellena, voglia creare un Fondo solo per gli agenti UnipolSai…quello dell’Fpa è solo un pretesto per sfasciare il nostro sindacato. Abbiamo gestito il fondo con le compagnie. Come mai non hanno mai detto nulla? Dobbiamo dichiarare lo stato di agitazione sindacale fino a chiudere le agenzie. Dobbiamo avere coraggio, fantasia e concretezza».
Sulla stessa lunghezza d’onda si è trovato Giovanni Ferraro, convinto che «l’Ania sta provando a dividerci». Poi ha lanciato una proposta alle sezioni provinciali: «Si parla tanto di quote rosa, ma i giovani? Abbiamo fatto tutto il possibile per coinvolgerli?
Francesco Pavanello ha ripercorso tutta la questione legata al Fpa, non nascondendo la sua amarezza per gli attacchi gratuiti ricevuti. Ha inoltre spiegato tutte le scelte fatte, compresa quella della sospensione dei versamenti e ha anche illustrato le possibili soluzioni per il salvataggio del Fondo.
Sulle sanzioni è, invece, tornato Domenico Fumagalli, che ha ricordato come «nel 2013 l’importo totale delle sanzioni a carico degli intermediari abbia toccato quota 10,5 milioni di euro». Che cosa si può fare? «Le soluzioni sono due: modificare l’articolo 324 del Cap e il 320 sulla nota informativa, oppure intervenire nell’istituendo istituto dell’Oria che sostituirà Ivass, affinché l’impianto sanzionatorio possa prevedere una riduzione delle sanzioni pecuniarie».
Gianluca Bagherini ha puntato l’indice su alcuni errori commessi dagli stessi agenti come per esempio gli «accordi tra mandanti e gruppi agenti che violano i nostri interessi. Cosa chiedo? Lottare in autonomia, ricordando che con le compagnie ci deve essere una contrapposizione, perché non sono nostre amiche. Che le battaglie vinte diventino un monito per le prossime sfide…» ha detto.
E mentre Alfonso Santangelo ha rimarcato il fatto che «oggi l’agente assicurativo non ha più quella identità che lo ha contraddistinto per tanti anni», Antonio Zottoli si è soffermato sul concetto di dignità, messa in discussione perché «le compagnie spingono ormai più sulla tecnica, che supera il valore umano» e ha chiesto di aumentare «il livello di confronto con compagnie Ania e gruppi agenti, che ci vedono in una strana contrapposizione».
Colombo Carlo (nella foto a destra), dopo avere ricordato il compianto Vittorio Zenith, ha rimarcato il fatto che la relazione del presidente uscente è priva «della parte relativa all’unificazione della categoria. Era uno dei punti cardine. Si poteva fare di più», ha detto. Ha poi evidenziato come tutte le norme previste dal regolatore possano «costituire una barriera alla intermediazione non professionale, allontanando quindi la disintermediazione. Anche sulla possibilità di collaborazione fra iscritti alla stessa sezione del Rui si può fare di più».
Massimo Pizzichini è ritornato sul Fpa è ha suggerito di «cercare di salvaguardare la solidarietà e la prestazione definita», mentre sul Ccnl ha ipotizzato che se l’alternativa è applicare il modello del commercio «ben venga». Ha ancora consigliato di agevolare l’iscrizione al sindacato degli iscritti giovani », magari riducendo la quota di accesso». Infine sul rapporto fra gruppi agenti e sindacato: «deve essere sinergico ma i ruoli non si devono sovrapporre».
Luca Marin ha apprezzato la gestione Demozzi. «Ho visto passione, frenesia, amore per la categoria. Il presidente uscente ha una visione diversa ed è un vincente al contrario di qualcun altro. Adesso facciamo un passo in avanti. Assumiamoci la responsabilità, basta con la diplomazia, accettiamo le sfide con coraggio, vigore e determinazione. Lo Sna ha bisogno di un grande condottiero, adesso portiamo a casa i risultati. La mediazione conta fino a un certo punto».
Anche Raffaele Cariglia ha parlato di sfide, soprattutto per sburocratizzare le attività amministrative, ma anche per rendere le leggi uguali per tutti: «ancoriamoci al legislatore e cominciano a multare i comparatori».
Infine Guido Ferrara, che ha fatto riferimento al Ccnl: «non si può compromettere l’esistenza di una agenzia e pertanto il vecchio contratto va disdettato. Pensiamo a un contratto più moderno».
Oggi si replica con il secondo giorno di lavori.
Fabio Sgroi
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