Dopo la nota di AGI su quanto affermato da Federico Serrao, presidente GA-GI, durante la recente convention di Firenze, la rappresentanza agenziale storica di Generali Italia replica: «La nostra proposta di fusione è sempre stata chiara: unificazione e dialogo aperto da mesi fondato su rispetto e ricerca di visione comune».
Il Gruppo agenti Generali Italia (GA-GI) risponde alla nota di Agenti Generali Italia (AGI), l’ex Gruppo agenti di Assicurazione Toro (Gaat), pubblicata domenica sera da Tuttointermediari.it.
Dopo la convention nazionale del GA-GI di giovedì scorso a Firenze, in occasione della quale il presidente Federico Serrao ha parlato, tra l’altro, della relazione con AGI e della possibile fusione fra le due rappresentanze, lo stesso gruppo agenti AGI ha fatto pervenire a Tuttointermediari.it una nota attraverso la quale ha voluto dire la sua su alcuni passaggi del discorso di Serrao. Passaggi che non sono piaciuti.
Ora, il GA-GI ha risposto chiarendo il proprio punto di vista (attraverso una nota inviata anche in questo caso a Tuttointermediari.it), “nel rispetto dei propri associati e della comunità professionale che AGI rappresenta”. In sostanza, il GA-GI non comprende la reazione di AGI, tenuto conto che “la proposta (relativa all’ipotesi di fusione fra i due gruppi, ndr) è sempre stata chiara: unificazione e dialogo aperto da mesi fondato su rispetto e ricerca di visione comune”.
Ma ecco la nota del GA-GI, pubblicata nella sua interezza.
Il Gruppo Agenti Generali Italia prende atto della nota pubblicata da AGI e ritiene necessario rispondere per fare chiarezza, nel rispetto dei propri associati e della comunità professionale che AGI rappresenta.
Il dialogo tra GA-GI e AGI è iniziato da tempo, un confronto che ha radici più profonde e con una tappa fondamentale: l’intervento del presidente Serrao all’assemblea di AGI lo scorso novembre, davanti ai loro associati. In quella sede è stato riconosciuto apertamente che il percorso degli ex agenti Toro ha lasciato un’impronta forte, riconoscibile; un modello distributivo fondato sulla relazione personale con il cliente, un’identità culturale solida, un modo di intendere l’agente come figura di responsabilità, presenza sul territorio, autonomia e competenza tecnica. Una storia che non va dimenticata, né tantomeno diluita.
A novembre si parlò di condivisione di valori, rappresentanza e rispetto reciproco. Non per annullare le identità ma per elevarle, per dare voce alle peculiarità di ciascuno dentro un organismo più grande. L’obiettivo è chiaro: non essere progressivamente assorbiti dai processi decisionali della mandante, ma influenzarli.
La constatazione di tratti relativi a una comunanza culturale simile è stata l’ulteriore leva su cui le rispettive rappresentanze hanno costruito un dialogo sin qui rivelatosi proficuo.
“Non, quindi, una scelta di convenienza, bensì un atto di lungimiranza strategica e politica. Ognuno rinuncia a una parte di sé per diventare parte di qualcosa di più grande”.
L’annuncio fatto all’interno della Convention del 5 marzo a Firenze ha rappresentato dunque la doverosa comunicazione a un pubblico di circa 700 associati presenti in sala, di un percorso già condiviso nei mesi precedenti.
Spiace e sorprende che l’espressione “massa critica” usata in quella sede sia stata interpretata come riduzione della comunità AGI a un semplice numero; pertanto, il GA-GI ritiene necessario chiarire il senso di quelle parole. Costruire massa critica e aumentare il peso negoziale significa rafforzare la voce comune nel confronto con la mandante con una visione delle idee pluralistica e non esclusiva tra le nostre rappresentanze. Non si tratta di sommare numeri, ma di costruire insieme forze contrattuali sempre più autorevoli e riconosciute.
Questi sono gli stessi principi per i quali l’assemblea AGI di Venezia ha riservato parole di apprezzamento per l’intervento del presidente Federico Serrao. Si ritiene superfluo rimarcare che GA-GI si pone un problema di peso negoziale, pur non avendone all’attualità dei fatti, alcuna necessità.
Stupisce infine che nel comunicato stampa di AGI si ignori completamente l’ulteriore passaggio pronunciato alla Convention di Firenze, che recitava testualmente: “Unire due storici gruppi significa mettere a sistema competenze, visione, responsabilità”.
La storia recente del GA-GI dovrebbe insegnare che la nostra idea di casa comune non annulla le identità, non mortifica le differenze e non chiede a nessuno di dimenticare ciò che ha costruito. Valorizza invece le Risorse coinvolte e ne esalta senza pregiudiziali le qualità quando esistenti.
Altrettanto, la solidità del nostro modello distributivo rappresenta un contributo determinante alla crescita e alla leadership di Generali Italia nel mercato assicurativo. La posizione che la compagnia ricopre oggi è anche il risultato del valore generato dalla nostra rete nel tempo.
Consapevoli che qualsiasi percorso di unificazione richieda un rispetto autentico e reciproco, è indubbio che solo riconoscendo in pieno anche la storia e l’identità GA-GI, sarà possibile costruire una prospettiva comune credibile e sostenibile.
Fabio Sgroi
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