Nel 2013 gli accertamenti erano stati 11. L’anno scorso sono saliti a 13. La categoria di intermediari più controllata è stata quella dei broker.
Nel 2014 gli accertamenti ispettivi “sul posto” effettuati dall’Ivass nei confronti di intermediari assicurativi iscritti al Rui hanno riguardato 13 soggetti (11 nel 2013, 25 nel 2012). In particolare, le ispezioni si riferiscono (come si evince dalla tabella) a 3 iscritti in sezione A, 6 in B, 3 in D e a un collaboratore iscritto in E.
La maggior parte degli interventi, ha evidenziato l’istituto di vigilanza, sono stati orientati alla tutela del consumatore nei due segmenti di mercato in cui le verifiche ispettive effettuate nella seconda metà del 2013 avevano fatto emergere la presenza di profili di criticità. In particolare:
– le coperture assicurative abbinate a mutui, prestiti e finanziamenti (prodotti Ppi- Personal protection insurance), le cui modalità di collocamento, effettuato da banche e società finanziarie, ha messo in luce prassi diffuse di mancata acquisizione delle informazioni necessarie alla valutazione di adeguatezza dei contratti assicurativi offerti ai singoli clienti finanziati. Si tratta di pacchetti assicurativi multigaranzia, stipulati in forma di polizza collettiva con contraente l’intermediario finanziario, composti da una copertura temporanea caso morte a capitale decrescente, di durata pari a quella del finanziamento e da garanzie complementari (invalidità temporanea totale, invalidità permanente, malattia grave, perdita d’impiego, di durata minore/uguale a quella del finanziamento).
– la distribuzione di prodotti assicurativi di imprese con sede legale in Paesi dell’Est Europa, che operano in Italia in libera prestazione di servizi principalmente nel settore delle polizze fideiussorie, i cui soci di riferimento sono riconducibili a soggetti italiani. L’Ivass ha effettuato 3 interventi ispettivi presso broker, svolti con l’ausilio della Guardia di Finanza, ravvisando violazioni delle disposizioni sull’intermediazione assicurativa per quanto riguarda il totale esautoramento del formale responsabile dell’attività di intermediazione e l’affidamento, di fatto, della gestione assicurativa a un soggetto privo dei requisiti di legge e carenze nell’informativa precontrattuale in ordine ai poteri di incasso dei premi.
ACCERTAMENTI SUGLI AGENTI – Tra i fenomeni anomali osservati e gli interventi adottati, l’Ivass sottolinea due casi. Il primo riguarda l’intermediazione di prodotti assicurativi del ramo Rc medica, venduti da un iscritto alla sezione A del Rui, titolare di un «significativo portafoglio» nel ramo, con modalità non conformi alla normativa in tema di consegna della documentazione precontrattuale, di raccolta delle informazioni mirate alla valutazione di adeguatezza dei prodotti offerti e prospettando, peraltro, sul proprio sito internet, informazioni non corrette sulla data di entrata in vigore del regime di obbligatorietà dell’assicurazione professionale medici.
L’altro caso è riferito all’utilizzo da parte di un intermediario sempre iscritto alla sezione A del Rui di una rete di collaboratori, molto numerosa ed estesa in più regioni, senza aver approntato adeguati presidi di controllo sul rispetto delle regole di correttezza e di trasparenza nei confronti dei clienti.
Infine, in quattro casi, le più frequenti tipologie di violazioni, oltre a quelle già sopra evidenziate, hanno riguardato il versamento dei premi su conti correnti privi dei requisiti della separatezza e la mancata rimessa alle compagnie delle somme incassate a titolo di premi.
Fabio Sgroi
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