Per l’associazione fra le imprese assicurative andrebbero disciplinati in modo univoco sia la platea degli aventi diritto, sia l’ammontare di quanto risarcire.
Valutazione del danno da morte e individuazione dei beneficiari del risarcimento. Sono due aspetti di cui non c’è traccia nel Ddl Concorrenza attualmente in esame presso la Camera dei Deputati. È quanto sottolinea l’Ania che precisa: «In Italia, i valori economici del danno derivante dalla morte sono stabiliti dai vari Tribunali sulla base di tabelle che prevedono importi minimi e massimi in relazione al grado di parentela: queste tabelle tendono a estendere oltre misura la platea dei legittimati (arrivando nei casi estremi a considerare persino parenti oltre il terzo grado, quali i cugini della vittima) e prevedono importi molto elevati che nel caso degli stretti congiunti arrivano nei valori massimi (per esempio nel Tribunale di Milano) fino a circa 328.000 euro per ciascun parente».
Negli altri Paesi europei, evidenzia l’Ania, si applicano regimi diversi, che spaziano dalla negazione assoluta del danno non patrimoniale (Germania) a valutazioni molto dettagliate di fonte normativa, con importi variabili a seconda della composizione del nucleo familiare, dell’età dei superstiti e di presenza o assenza di coniuge o figli minori della vittima (Spagna), a valutazioni molto contenute in relazione alla natura non compensativa del relativo risarcimento (Francia: non oltre 25.000 euro per ognuno degli stretti congiunti; Gran Bretagna: non oltre 12.000 sterline per ognuno degli stretti congiunti).
Le indicazioni dell’Ania sono chiare. Per l’associazione presieduta da Aldo Minucci andrebbero disciplinati in modo univoco sia la platea degli aventi diritto (per esempio, individuando i parenti entro il secondo grado di parentela e i conviventi con una stabile relazione affettiva), sia l’ammontare di quanto risarcire (prevedendo una rivalutazione automatica in funzione dell’inflazione).
«Non è compito degli assicuratori definire il valore della vita umana. Ma non possiamo nascondere la realtà: se vogliamo avvicinarci al prezzo delle assicurazioni negli altri Paesi, anche il livello dei risarcimenti in caso di morte deve essere coerente», sostiene l’Ania.
Fabio Sgroi
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