7 novembre 2017 21:16

GENERALI WELION, LA NUOVA SOCIETA’ DI GENERALI: ECCO COSA FARA’, QUALI OBIETTIVI SI PONE E DA CHI SARA’ GUIDATA


Presentata ieri a Milano l’iniziativa del Leone sul welfare integrato per la quale saranno investiti 50 milioni di euro nei prossimi quattro anni.
 

Generali scommette sul welfare, al punto di costituire una vera e propria società di servizi: si chiama Generali Welion (sarà pienamente operativa dall’1 gennaio 2018) e si pone l’obiettivo di integrare l’offerta dedicata a famiglie, imprese e lavoratori.

Dietro la nascita di questa nuova società c’è anche la volontà di consolidare la propria presenza su un business strategico e in forte crescita, quale è il welfare integrato, che oggi può contare su 1,8 milioni di clienti Generali e che nel 2016 ha registrato una raccolta di circa 3 miliardi di premi tra previdenza complementare e salute.

Generali Welion, che risponderà al country manager e amministratore delegato di Generali Italia, Marco Sesana, sarà guidata dall’amministratore delegato Andrea Mencattini. La funzione di operations & customer excellence sarà affidata a Ivano Bosisio.

Per lo sviluppo della nuova società, Generali ha previsto entro il 2021 un investimento fino a 50 milioni di euro per innovare i servizi e il modello operativo, investimento che dovrebbe portare a un incremento del 25% dei premi nel settore salute e un risultato tecnico salute in aumento complessivo di 30 milioni di euro da parte delle compagnie italiane del Leone.

Generali Welion (a lato, il logo), in pratica, offrirà soluzioni all’avanguardia nel mondo della salute individuale e del welfare aziendale. La società, sostanzialmente nasce con l’obiettivo di gestire le prestazioni sanitarie incrementando i livelli di servizio per il cliente (consulenza, assistenza, rimborso) e i network sanitari supportando il rapporto tra pazienti e medici attraverso nuove tecnologie; offrire servizi di consulenza e gestione di welfare aziendale per le imprese anche attraverso piattaforme, sia proprietarie, sia in partnership, di employee benefit per i dipendenti delle aziende; creare nuovi servizi personalizzati anche “non assicurativi” (per esempio carte servizi, accesso al network, percorsi di cura e altro) per i 10 milioni di clienti in Italia.

Fra le attività c’è anche lo sviluppo commerciale che passa dal supporto alle reti distributive delle compagnie di Generali country Italia e dalla gestione dei rapporti con partner istituzionali e associazioni di categoria.

Generali Welion, ha spiegato il Leone, mira a «innovare i servizi per garantire consapevolezza e informazione del cliente sul tema salute, supportare il cliente nella prevenzione e nella scelta di comportamenti salutari, rispondere alle esigenze di cura e assistenza, facilitare l’accesso del cliente ai prestatori di servizio, garantire una gestione semplice del welfare aziendale nelle imprese».

Per raggiungere l’obiettivo, Generali ha intenzione di sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie, ma anche lo sviluppo di partnership strategiche e collaborazioni con start up. Proprio di recente, la compagnia ha lanciato Generali Health&Welfare Corporate Accelerator con H-Farm, con l’obiettivo di identificare startup da incubare per sviluppare nuovi servizi ed esplorare nuovi modelli di business, e una CallForGrowth con GrowItUp, che ha visto la selezione di 3 start up per lavorare con Generali Italia allo sviluppo di nuovi servizi e prodotti in ambito salute e welfare.

Oltre a questo, la nuova società prevede l’assunzione di oltre 100 giovani entro il 2019 (frutto di un accordo sindacale siglato nel settembre scorso).

IL CONTESTO – Il contesto del mercato italiano, ha rilevato Generali, mostra crescite importanti nel settore del welfare integrato, spinto anche dai vantaggi fiscali previsti dalle ultime leggi di Stabilità, ma ancora con bassi tassi di adesione. Nell’ambito della sanità si stimano 7,5 milioni di iscritti a fondi sanitari, pari al 33,6% degli occupati. Dal 2015 al 2016 la raccolta premi del mercato assicurativo salute in Italia è cresciuta dell’8%.

In tema di previdenza il numero degli iscritti è di 7,8 milioni pari al 34,2% degli occupati. Per quanto concerne la non autosufficienza, circa 750.000 persone (cioè solo il 3,3% della popolazione occupata) sono coperti da Long term care. Sul fronte dei flexible benefit nel biennio 2015/2016 il 21% delle aziende ha attivato iniziative di welfare. Dal rapporto Welfare Index Pmi 2017 è emerso che il 18,3% delle Pmi italiane è molto attivo nelle iniziative di welfare. Si tratta di numeri e trend che la compagnia, nel suo complesso, intende sviluppare. Con una iniziativa ad hoc.

Fabio Sgroi

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