mercoledì 04 Febbraio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

LAZZARO: «L’UNIONE AGENTI AXA? OGGI E’ UN GRUPPO FORTE CHE HA UNA IDENTITA’». E SUL FUTURO DICE…

Il presidente uscente della rappresentanza agenziale tira le somme dopo due anni intensi. Le prossime sfide? «Saranno difficili e ci sarà da soffrire, ma…».

 

«L’Unione agenti Axa? Oggi è un gruppo unico, seppur con le necessarie differenti visioni. E non è un risultato da poco. Ha cambiato pelle, tra avvicendamenti, perdite dolorose di colleghi che hanno dato tanto al gruppo e che oggi non ci sono più, agenti giunti da altre realtà; è un gruppo che ha dinamiche ed esigenze estremamente variegate, la cui sintesi è complessa quanto difficile. Ma è un gruppo che, alla fine di questo biennio, e lo possiamo affermare con orgoglio, ha una struttura, una identità e un’organizzazione forte e poggia su basi economiche molto solide». Alessandro Lazzaro ha lasciato con queste parole la carica di presidente dell’Uaa qualche settimana fa nel corso della terza assemblea elettiva del gruppo che si è tenuta a Chia, in Sardegna. Avrebbe potuto ricandidarsi, con altissime chance di riconferma. Ma ha detto basta, dopo due anni assai dispendiosi. Due anni che hanno seguito quelle giornate (di maggio e luglio 2015) che lui stesso ha definito «drammatiche», quelle cioè in cui non si riuscì a trovare un presidente che accontentasse tutti. Alla fine si puntò proprio su Lazzaro, ma un 30% votò scheda bianca. Acqua passata. Adesso si guarda oltre. (Nella foto sopra e sotto, Lazzaro riceve l’apprezzamento dell’assemblea al termine della lettura della sua relazione nel corso dell’assemblea elettiva di Chia di qualche settimana fa)

Nella sua relazione Lazzaro ha parlato anche delle prospettive future dell’Uaa, secondo il suo punto di vista. «Dobbiamo vedere e affrontare le cose dimenticando il mondo lavorativo con il quale, molti di noi, hanno costruito la propria carriera e hanno contribuito ai successi di Axa», ha detto. «Oggi la compagnia è una società diversa nelle sensibilità, negli obiettivi, a eccezione forse della sua brama di generare maggiori utili, nei progetti e soprattutto nelle persone, che poi sono quelle che obiettivi e progetti devono attuare. Siamo pertanto di fronte a quel cambiamento che, per molto tempo, abbiamo paventato, del quale siamo giustamente timorosi e le cui prospettive spesso ci inquietano».

Un cambiamento che, ha sottolineato Lazzaro, il consiglio direttivo uscente dell’Uaa «ha tentato di affrontare senza essere passivo, ma immaginando una strategia politica e attuativa che fornisse degli strumenti atti a definire regole in ambiti a tanti sconosciuti. È in ogni caso indispensabile rafforzare questa progettualità e moltiplicare gli sforzi, per far sì che sempre più, nell’immediato futuro, quel patrimonio costituito dal valore, che solo gli agenti hanno saputo esprimere e non soltanto economicamente, sia finalmente oggetto di investimenti importanti da parte di Axa».

Poi Lazzaro ha parlato di futuro e di come affrontarlo. Consigli di uno che per tanti anni ha guidato il Gruppo agenti Axa Italia, prima del biennio targato Uaa. «Dovremo aumentare le nostre competenze e la conoscenza del mercato», ma anche «proseguire nello sviluppo di soluzioni gestionali e tecnologiche tali da poter consentire a ogni iscritto di scegliere se operare in fortissima relazione con Axa o se considerarla uno dei suoi partners. Dovremo, in buona sostanza, rendere concreta la possibilità a ciascuno di noi di scegliere, perché il non avere questa possibilità impedisce qualsiasi prospettiva di futuro».

Poi un appello a quelle che ha definito «le migliori risorse» presenti fra i circa mille iscritti al gruppo agenti. «Mettetevi a disposizione della rappresentanza; in questi due anni abbiamo avuto modo di apprezzare persone con prospettiva di assoluto spessore e profilo morale. A questi colleghi affidiamo un compito oneroso, ma affascinante quanto gratificante: rappresentare gli interessi degli iscritti partendo dal principio fondante che ha sempre privilegiato la difesa dei più deboli».

E ancora: «Ci saranno momenti difficili, ci sarà da soffrire e occorrerà sapersi contrapporre laddove necessario, anche parlando di etica, quell’etica che di fronte all’utile a tutti i costi rischia di essere spazzata come la sorte di quella moltitudine di persone delle quali abbiamo la responsabilità e che compongono le nostre agenzie. Ci sarà da impegnarsi senza sosta nel tentativo di rendere un sistema di offerta sostenibile per i clienti e per le agenzie. Bisognerà confrontarsi sulla politica distributiva aziendale, con l’obiettivo di dare a tutti le stesse possibilità assuntive che vengono concesse a chi arriva da altre realtà del mercato, per far sì che la crescita non riguardi soltanto un’elite e per far sì che chi da queste realtà arriva, ravvisi in Axa un punto d’arrivo e non una tappa».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IN COPERTINA