martedì 05 Maggio 2026

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ELEZIONI, LO SNA A UN BIVIO: DEMOZZI SI’, DEMOZZI NO

Ancora poche ore e si fa sul serio. L’assemblea è chiamata a decidere se proseguire con il presidente uscente e ricandidato oppure cambiare. La parola d’ordine è vietato sbagliare. Ma le insidie non sono poche. Ecco cosa potrebbe succedere..

 

Elezioni Sna 2012Nel 2009, a Bologna, ci furono due liste antagoniste: da una parte quella di Giovanni Metti (caldeggiata dal presidente uscente Tristano Ghironi) e dall’altra il duo Carla Barin-Vincenzo Cirasola. Questi ultimi unirono le forze solo a una manciata di settimane prima dell’evento e molti spiegarono in questo modo la sconfitta. Vinse Metti, con un discreto vantaggio. Stesso discorso nel 2012 a Milano (foto a lato): di fronte due liste, capeggiate dal giovane rampante Claudio Demozzi e dal navigato Roberto Salvi. Stupore e incredulità mista a gioia e felicità. Quando il presidente dell’assemblea Tiziana Belotti lesse i risultati delle elezioni ci si trovò per qualche istante in un clima surreale: da una parte, la sorpresa di chi vinse per appena 8 voti (Demozzi); dall’altra la delusione e l’amarezza degli sconfitti. Quasi una partita di calcio vinta o persa (a seconda della maglia di appartenenza) all’ultimissimo minuto e in zona recupero.

Adesso ci risiamo. Il congresso elettivo Sna è alle porte. Mancano ormai poche ore. Domani e martedì si farà sul serio.

Un congresso anticipato rispetto ai tempi previsti (febbraio 2015). Il presidente uscente Demozzi ha motivato questa scelta come un «atto di responsabilità, in un momento in cui la posta in gioco sui tavoli dei diversi confronti aperti (Fondo pensione agenti, Ccnl dei dipendenti, rinnovo Ana) è quanto mai pesante e richiede, a chi deve assumere decisioni così importanti nell’interesse della categoria, di essere certo di rappresentare non soltanto la volontà di una maggioranza elettiva, ma quella dell’intera base associativa».

Demozzi ha annunciato da tempo che intende ricandidarsi, per proseguire il percorso iniziato due anni e mezzo fa. L’agente di Trento ha già fatto intuire che non vuole scendere a compromessi sui temi più scottanti: ha ipotizzato per esempio «soluzioni drastiche» per risolvere l’impasse del Fondo pensione, o l’applicazione del contratto del terziario della Confcommercio per superare lo stato del rinnovo del Ccnl dei dipendenti. Insomma nessuno spazio alla concertazione, ma solo alla trattativa con le controparti. Il messaggio appare chiaro. Sta all’assemblea coglierlo o meno.

Già, l’assemblea. Che congresso sarà? A quanto risulta a tuttointermediari.it Demozzi dovrebbe correre…da solo. A oggi, infatti, non si ha notizia di una possibile o di possibili liste antagoniste. Al contrario di quanto è avvenuto in passato non è stata sbandierata alcuna lista da nessun candidato. Chi era contro l’attuale linea politica sindacale ha preferito a un certo punto scegliere un’altra strada. Quella della scissione. Ma questa è un’altra storia. C’è chi, invece, ha fatto opposizione all’interno del sindacato, puntando l’indice su una politica troppo aggressiva e dai toni alti. Una linea, come si diceva prima, che non avrebbe lasciato spazio alla concertazione.

L’aver impegnato le compagnie a rivedere alcuni paletti che ostacolavano lo sviluppo del plurimandato (indagine Antitrust) e la collaborazione fra iscritti alla stesse sezioni del Rui (su tutti la collaborazione fra agenti) sono i due risultati di maggiore prestigio centrati dalla gestione Demozzi. Altri punti sono rimasti in stand-by, come per esempio la riforma dello statuto. E qualche neo: su tutti la perdita di pezzi dell’esecutivo nazionale: strada facendo, per svariati motivi, hanno lasciato i vicepresidenti Giancarlo Guidolin e Giorgia Pellegrini, e i membri Roberto Oddo, Claudio Prandi e Roberto Soldati. Cinque membri su 12. «Abbiamo vissuto momenti di difficoltà, superati con senso di responsabilità, senza mai smettere di lavorare a quei progetti che ci hanno portato, in soli due anni e mezzo, a ottenere risultati che la stessa stampa ha definito storici», ha ammesso Demozzi.

Demozzi e SalviChe squadra sarà, quella che riproporrà il ricandidato presidente? Demozzi ha evidenziato il fatto che alcuni membri sono stanchi o hanno esigenze professionali e familiari che non consentono loro di confermare la disponibilità per un nuovo triennio in esecutivo, ma ha parlato anche di «diverse conferme» (Elena Dragoni e Paolo Soravia potrebbero essere fra queste). E i nuovi? Demozzi non si è voluto pronunciare, ma a quanto risulta a tuttointermediari.it ci potrebbero essere degli ingressi a sorpresa. Pare, infatti, che un ruolo decisamente importante potrebbe essere affidato a Roberto Salvi (nella foto a lato, insieme a Demozzi), presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro e antagonista di Demozzi due anni e mezzo fa a Milano. Si tratterebbe di una sorpresa, dal momento che Salvi, subito dopo la sconfitta alle ultime elezioni, aveva ipotizzato la prosecuzione dell’attività della sua lista-movimento di opinione Agenti al Centro (che poi non ha avuto seguito) e più volte ha mostrato disapprovazione in merito ad alcune scelte compiute dall’esecutivo uscente.

E poi ci sono i gruppi aziendali agenti: come è noto tra i vertici Sna e il Comitato dei Gruppi aziendali agenti spesso sono volate le sedie. Questa mancanza di coordinamento, va sottolineato, è una problematica presente da anni (al di là di chi presiede il sindacato) e meriterebbe una volta per tutte di essere chiarita. Sembrerebbe che alcuni gruppi aziendali agenti abbiano posto delle condizioni per appoggiare la lista Demozzi (magari piazzando qualche rappresentate all’interno dell’esecutivo). Della serie: «noi ti appoggiamo, ma il rapporto con il Comitato e più in generale con i gruppi aziendali deve cambiare». C’è da capire fino a che punto un compromesso di questo tipo possa reggere nel tempo e possa rendere davvero forte e coeso un sindacato di categoria. C’è chi, poi, ha preferito addirittura mollare la presa e voltare le spalle, come ha fatto l’Associazione Agenti UnipolSai che ha deciso di disertare l’evento di domani. Un segno del malumore che si respira in alcuni gruppi agenti. Va detto, di contro, che ci sono anche rappresentanze agenziali, specie di piccola dimensione, che approvano in pieno e senza tentennamenti la politica adottata da Demozzi.

Quindi, alla vigilia, gli scenari sono due: appoggio pieno alla lista Demozzi, anche da parte di chi ha delle perplessità, oppure, anche sulla base di come si sviluppa la giornata di domani, la costituzione in extremis di una lista alternativa. Ipotesi, questa, che sulla base delle indiscrezioni raccolte da tuttointermediari.it, non si può escludere al 100%.

Non si può sottovalutare, infine, un altro aspetto, sicuramente insidioso: l’astensionismo. L’ultimo congresso elettivo di Milano ha visto la partecipazione, di persona o per delega, di 495 aventi diritto al voto (su 522) e sull’esito delle votazioni ha pesato la scelta di 89 elettori di non esprimere alcuna preferenza; in particolare lo scrutinio ha evidenziato 15 schede bianche e 55 annullate, mentre 19 delegati (iscritti nel corso della verifica poteri) hanno deciso di non presentarsi al seggio.

Forse, anche la scelta del mese di luglio, potrebbe accentuare questo fenomeno. Staremo a vedere.

Fabio Sgroi

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