VIGANOTTI RISCRIVE IL RUOLO DEI BROKER: «PROPOSITORI E CREATORI DI PRODOTTI, NON SOLO INTERMEDIARI»

10 Luglio 2020

Il presidente di Acb ritiene che la strada del futuro passi dalla trasformazione di questa categoria di intermediari assicurativi da distributori a propositori. Soprattutto perché la pandemia ha fatto emergere che…

Luigi Viganotti

«Il futuro dei broker assicurativi? Credo che dovranno diventare ancora più centrali nel rapporto con i clienti e, nell’ambito della relazione con le compagnie, trasformarsi da distributori di prodotti a coloro che individuano i rischi da assicurare e quindi propositori». Luigi Viganotti, presidente di Acb (Associazione di categoria brokers) traccia una strada nuova per questa categoria di intermediari assicurativi. Una nuova via da seguire anche perché la pandemia sta portando a profondi cambiamenti. Anche nell’ambito assicurativo.

«Non basta assicurare Rc auto, infortuni e altro», ha sottolineato Viganotti nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, che si è svolta qualche giorno fa in modalità digitale. «La pandemia ci ha fatto capire che esistono molti altri rischi e allora perché non li studiamo noi e li proponiamo noi alle compagnie? Ecco perché dobbiamo trasformarci da distributori a propositori».

Viganotti, in sostanza, ritiene che intermediari e assicuratori in generale debbano trovare strade diverse, rispetto al passato, per garantire ai propri clienti l’efficienza delle coperture assicurative e le nuove soluzioni che il mercato richiede. Questo perché «l’industria assicurativa non è stata avulsa dalle conseguenze della pandemia e assicuratori e intermediari, in particolare, hanno dovuto provvedere a una rapida modifica della loro organizzazione aziendale inserendo strumenti rimasti inespressi; ciò a tutela del loro patrimonio e dei loro clienti non più raggiungibili se non attraverso strumenti digitali. La pandemia ha accentuato il fenomeno della sottoassicurazione. Abbiamo constatato come molti assicurati fossero privi di adeguate coperture assicurative e dunque senza un ancora di salvataggio. Penso per esempio alle aziende. Ci auguriamo che nel prossimo futuro le compagnie  assumano provvedimenti di ristoro per i clienti con strumenti validi e applicabili concretamente e non solo con effetti speciali e di marketing, come stiamo vedendo in questo momento. Negli altri settori le compagnie dovranno intervenire sulle garanzie con una offerta che tenga conto di quanto emerso durante questo terribile periodo».

Ma attenzione. Viganotti non chiama in causa solo le compagnie. È un appello, più che altro un suggerimento ai suoi colleghi broker. «Dobbiamo cambiare il nostro approccio, essere sempre più organizzati, adeguarci a queste nuove tecnologie che devono essere di supporto alla nostra attività».

Il presidente di Acb è convinto che l’intermediario “fisico” resti sempre centrale nel rapporto con il cliente ma, nel caso dei broker, debba fare un salto in avanti per rivestire un nuovo ruolo, quello di «creatore di prodotti assicurativi».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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