lunedì 08 Giugno 2026

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UNIPOL: APPROVATO UN PROGETTO PER RAFFORZARE LA PROPRIA POSIZIONE NEL MERCATO BANCARIO ITALIANO

Il gruppo bolognese ha siglato un accordo con Intesa Sanpaolo (dopo che quest’ultima ha lanciato Una Opas su Mps) per l’acquisizione, fra l’altro, di 635 filiali da fondere con Bper. All’orizzonte la nascita di una nuova banca, che si chiamerà Banca Monte dei Paschi.

Attraverso un comunicato diffuso questa mattina, Unipol ha reso noto che il consiglio di amministrazione, riunitosi nella giornata di ieri, ha approvato la sottoscrizione di un accordo con Intesa Sanpaolo spa, ai sensi del quale la stessa Unipol «si è impegnata ad acquistare da Intesa Sanpaolo, subordinatamente, inter alia, al perfezionamento dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa dalla stessa Intesa Sanpaolo, sull’intero capitale sociale di Banca Monte dei Paschi di Siena spa, annunciata al mercato in data odierna e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, l’intero capitale sociale di una banca, che sarà titolare di uno specifico compendio aziendale di Mps comprensivo di 635 filiali e delle strutture e attività centrali necessarie ad operare in modo indipendente».

Dal momento che l’acquisizione è subordinata al conseguimento del controllo di Mps da parte di Intesa Sanpaolo nell’ambito e all’esito dell’Opas, e in mancanza di dati contabili e informazioni non pubbliche relative a Mps, «l’esatto perimetro del compendio Unipol verrà determinato solo in seguito al perfezionamento dell’Opas».

Tuttavia, si legge nella nota, sulla base delle stime preliminari effettuate, il compendio Unipol risulterebbe al 31 dicembre 2025 composto e caratterizzato da: «635 filiali; raccolta diretta pari a circa 55 miliardi di euro; impieghi a clientela pari a circa 42 miliardi di euro; utile netto compreso tra 400 milioni di euro e 460 milioni di euro; Cet 1 Capital Ratio pari al 16%; risk weighted assets pari a massimi 20 miliardi di euro; il marchio Monte dei Paschi di Siena; circa 2 milioni di clienti».

Non faranno parte del Compendio Unipol: «le attività e le passività relative al large corporate e investment banking; le principali partecipazioni di Mps; i crediti deteriorati; il rischio relativo al contenzioso esistente non afferente alle filiali del Compendio Unipol». Le filiali della banca saranno inoltre «libere da vincoli distributivi su prodotti assicurativi».

Il corrispettivo massimo dell’acquisizione, continua la nota di Unipol, sarà pari a 3,5 miliardi di euro e verrà calcolato sulla base, tra l’altro, dell’utile netto del Compendio Unipol.

RAZIONALE STRATEGICO DELL’OPERAZIONE – Dal punto di vista strategico, Unipol ha spiegato come questa acquisizione sia volta a consentire al gruppo di: «rafforzare il posizionamento nel mercato bancario italiano, incrementando la capillarità distributiva, la penetrazione commerciale e, di conseguenza, la raccolta assicurativa facendo leva sui propri prodotti distintivi, consolidando di conseguenza il secondo posto nel settore assicurativo italiano; diversificare le fonti di ricavo, incrementando il contributo del comparto bancario alla redditività complessiva e la resilienza degli indicatori di solvibilità anche attraverso una riduzione della volatilità intrinseca; migliorare il profilo reddituale, attuale e prospettico, accelerando l’esecuzione della strategia del Piano 2025-2027 e il conseguimento dei relativi obiettivi».

BPER – In questa prospettiva, Unipol è intenzionata a offrire a Bper Banca «la combinazione con la Banca proponendo altresì di denominare la Combined Entity Banca Monte dei Paschi», con modalità che «dovranno essere in ogni caso funzionali a consentire a Unipol di conseguire il controllo di fatto su Bper». Unipol, in ogni caso, non intende promuovere alcuna offerta pubblica di acquisto o scambio sulle azioni di Bper.

Se la stessa Bper dovesse valutare positivamente la combinazione, la valenza strategica e industriale della stessa verrebbe ulteriormente rafforzata ponendo le basi per: «la creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto, in particolare nella raccolta diretta, nei prestiti alla clientela e nel numero di sportelli, beneficiando di una forte complementarità industriale e territoriale, fattori in grado di preservare il modello di business vicino ai rispettivi territori di riferimento; l’ulteriore radicamento territoriale, con il rafforzamento del posizionamento come primo operatore in Lombardia, e il forte salto dimensionale in alcune delle regioni ad alto potenziale (ad esempio, Toscana e Veneto), consentendo una capillarità della rete su tutto il territorio nazionale che garantisce una forte vicinanza alla clientela, al territorio e a tutti gli stakeholders; il consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti “core” italiani, valorizzando il marchio della banca più antica del mondo e il relativo radicamento territoriale, preservandone al contempo il profilo identitario e storico; la creazione di significative sinergie di costo e di ricavo, stimate in via preliminare pari a oltre 800 milioni di euro, quale driver di creazione di valore, ad ulteriore rafforzamento del razionale strategico dell’operazione». (fs)

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