venerdì 30 Gennaio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

UNIONE AGENTI ALLIANZ, FRA CAMBI DI ROTTA E NUOVE SFIDE. PARLA IL PRESIDENTE MAURIZIO CASALEGNO

A quasi due mesi dalla elezione alla guida della rappresentanza ex Aviva, ex Allianz Viva e, ancora per poco, Allianz Next, l’agente di Genova fa il punto su come sta vivendo questa fase, a partire dall’ennesima transizione, cioè il passaggio in Allianz spa, che però viene vista come il «completamento di un percorso».
Maurizio Casalegno

Gli agenti assicurativi ex Aviva, poi ex Allianz Viva e, ancora per poco, Allianz Next, si apprestano a compiere un altro salto: il passaggio in Allianz spa.

A gestire questa transizione sarà Maurizio Casalegno, eletto presidente nel corso dell’ultimo congresso di Roma di settembre scorso, quando il Gruppo agenti Allianz Viva (Gaav) è stato ridenominato Unione Agenti Allianz (UnAA). Casalegno, classe 1977, appartenente a una storica famiglia di assicuratori genovesi, è alla sua prima esperienza alla guida di un gruppo agenti, che oggi conta circa 500 agenti per un totale di circa 430 agenzie, la quasi totalità plurimandatarie (hanno almeno due compagnie generaliste). In questa intervista concessa a Tuttointermediari.it, Casalegno fa il punto su come la rappresentanza sta vivendo questa fase, sugli obiettivi e le nuove sfide.

Domanda. Quasi due mesi fa eravate in congresso a Roma con la decisione, fra l’altro, di cambiare denominazione da Gruppo agenti Allianz Viva (Gaav) a Unione agenti Allianz (UnAA). Ora siamo prossimi alla fusione per incorporazione di Allianz Next (ex Allianz Viva) in Allianz spa. L’ennesimo cambio per voi agenti storici ex Aviva. Come lo state vivendo?

Risposta. In effetti, da sei anni a questa parte e in particolare negli ultimi quattro anni in Allianz, le novità sono state parecchie e in questo senso l’obiettivo principale dei vertici della rappresentanza agenziale è stato quello di relazionarsi in modo forte con gli iscritti e aggiornarli perennemente relativamente a tutto quello che via via succedeva. Oggi gli iscritti a UnAA non possono che essere ottimisti, oltre che tranquilli, e il momento attuale viene visto come il completamento di un percorso peraltro già noto. Che cosa accadrà in futuro lo scopriremo giorno dopo giorno…Sicuramente andrà cambiato il modo con cui i vertici del gruppo agenti dovrà rapportarsi con la base degli iscritti.

D. In che senso?

R. Negli ultimi quattro anni il nostro gruppo agenti, con alla guida Pierangelo Colombo, ha ottenuto grandi risultati. È anche vero che nel gruppo Allianz non siamo entrati dalla porta di servizio. Siamo stati acquisiti, trasformando Aviva in Allianz Viva senza alcuno stravolgimento, abbiamo semplicemente tolto un pò di giallo e abbiamo messo il blu…Ora quel percorso è finito. Non siamo più “il gruppo agenti della compagnia”, ma “uno dei gruppi agenti”. In altre parole non saremo più soli nelle trattative con la mandante.

D. Quanto impatterà, questo, sull’attività dei vertici di UnAA?

R. Tantissimo. Anche nella relazione fra lo stesso vertice della rappresentanza agenziale e, appunto, gli iscritti. Determinate richieste che perverranno alla presidenza (ma anche decisioni assunte all’unanimità), soprattutto quelle legate al modo di pensare da plurimandatari come siano noi, andranno valutate in un contesto diverso: i soci, in altre parole, devono capire che ora dovremo confrontarci con altri quattro gruppi agenti di Allianz spa (Associazione Agenti Allianz, Gruppo agenti Allianz, Unione nazionale intermediari Tua, ndr) e dal punto di vista politico noi siamo in 500, gli altri gruppi agenti contano oltre 2.000 iscritti. Magari possiamo essere i più persuasivi possibili con le altre tre rappresentanze ma, ripeto, dobbiamo considerare che siamo noi a entrare in Allianz spa…

Da sinistra, Maurizio Casalegno e Pierangelo Colombo. Sullo sfondo il logo nel nuovo gruppo agenti

D. Che cosa l’ha spinto a candidarsi a presidente di UnAA?

R. Ho sempre avuto la passione per l’associazionismo; in passato sono stato impegnato anche in politica. Sono nel board di alcune società del mondo ecclesiastico, socio dell’Unione europea assicuratori, sono iscritto e partecipo alle attività di Anapa Rete ImpresAgenzia. Da giovane sono entrato nel Gruppo agenti Aviva facendo parte della commissione informatica e da lì ho partecipato attivamente alle attività del gruppo, proseguendo l’esperienza nel gruppo agenti Allianz Viva e Next. A gennaio 2020 sono entrato nel direttivo del Gaav, chiamato dal presidente Colombo, assumendo il ruolo di segretario e da lì a poco mi sono trovato, come tutti, travolto dalla pandemia, con tutti i problemi del caso, ma questo mi ha permesso anche di rafforzare e intensificare la comunicazione con gli iscritti, con i quali è nato un rapporto personale fortissimo. Nel marzo del 2023 sono stato confermato segretario e da lì, su indicazione di Colombo, ho iniziato un percorso di preparazione per sostituirlo. Infatti, il mio secondo mandato, sempre da segretario, è stato diverso, assumendo una funzione più che altro “politica” per l’ampia delega concessami dal presidente in carica. A Pierangelo (Colombo, ndr) devo molto. La decisione, all’ultima assemblea elettiva di settembre scorso, di nominarlo presidente emerito non è solo una patacca da mettere in ufficio. Lui continua a essere utile a me e al gruppo, per le sue capacità, per l’esperienza e la rappresentatività.

D. Uno degli obiettivi del suo programma è addivenire a una nuova tariffa auto “di convergenza” e un catalogo prodotti “il più possibile in continuità con quanto sinora avuto”…

R. È il punto “politico” più difficile da affrontare per il direttivo di UnAA e più diretto, di impatto per gli iscritti al gruppo agenti. Parto dal presupposto che, non essendo Aviva interessata particolarmente all’auto, abbiamo costruito negli anni portafogli molto equilibrati, talvolta più verso i rami elementari. Il prodotto auto, tuttavia, continua a essere importante, soprattutto per gli ex agenti Tua Assicurazioni, ora integrati in Allianz Next. Allianz spa è molto concentrata sull’auto e quindi, per noi, il problema tariffa è un po’ meno sentito. Auspichiamo, però, che la tariffa “di convergenza”, cioè quella che nascerà nell’ambito della fusione per incorporazione di Allianz Next in Allianz spa, non abbia impatti negativi.

D. Attualmente riscontra evidenti differenze fra le tariffe auto di Allianz Next e Allianz spa?

R. Le differenze ci sono, anche se negli ultimi mesi vanno affievolendosi. Noi, però, non siamo tanto preoccupati dalla tariffa…

D. E allora?

R. La nostra preoccupazione riguarda il prodotto in sé. Mi spiego meglio: il prodotto auto Aviva prima e Allianz Viva poi era più orientato verso una fascia di clientela alta. Noi vorremmo mantenerle queste caratteristiche…Lo stesso discorso vale per i prodotti riferiti ai rami elementari.

D. La discussione, con Allianz, è già aperta?

R. Le trattative sono già partite e sono in uno stato avanzato. La nostra idea è di creare un prodotto di convergenza cercando di cogliere il meglio che si aveva in Allianz Next e aggiungerlo in quello di Allianz spa.

D. Altro punto del suo programma: l’impegno per un nuovo accordo economico integrativo, “con particolare attenzione alla remunerazione dei sinistri e alla dotazione informatica delle agenzie”…

R. In Aviva e in Allianz Viva non abbiamo mai avuto un vero e proprio accordo economico integrativo. Sui singoli temi abbiamo firmato delle intese a sé stanti, anche poliennali. In Allianz spa, al contrario, esiste un accordo integrativo specifico, anche importante dal punto di vista economico…

D. Dove dovreste entrare anche voi, giusto? 

R. Sì. In Allianz spa l’accordo scadrà alla fine del 2026, ma già prima, credo dall’inizio del prossimo anno, dovremo aprire un tavolo con la direzione commerciale della compagnia per capire come integrarlo con gli agenti ex Allianz Next, creando così un unico accordo integrativo che varrà per tutti gli agenti di Allianz spa.

Un momento dell’intervista a Maurizio Casalegno, presso la sede dell’Unione europea degli assicuratori (di cui lo stesso Casalegno è socio) in via Boscovich a Milano

D. Perché chiedete una particolare attenzione alla remunerazione dei sinistri?

R. Negli anni, avendo in generale performato abbastanza bene relativamente alla qualità di apertura dei sinistri e alla canalizzazione verso le carrozzerie convenzionate, la remunerazione ci ha portato ad avere contributi importanti dal punto di vista economico. L’attuale accordo integrativo di Allianz spa prevede una modalità diversa di remunerare i sinistri, che va a impattare su tutto il resto dell’accordo. Quello che abbiamo chiesto, e c’è stato già confermato, è il mantenimento dell’accordo attuale.

D. E la parte relativa all’informatica delle agenzie?

R. Anche in questo caso c’è stata data conferma del mantenimento di un contributo una tantum per l’aggiornamento delle macchine e dei sistemi. Ovviamente anche questa parte andrà a scadere e dovrà rientrare nel prossimo accordo collettivo.

D. Il fatto che in Allianz non ci sia un mandato unico vi preoccupa?

R. In Allianz Next gli ex agenti Aviva e Tua hanno mandati diversi. Abbiamo appreso che anche negli altri gruppi agenti di Allianz spa esistono mandati differenti. Prima o poi si dovrà aprire un tavolo per discutere del mandato unico. Oggi, per rispondere alla sua domanda, non è una fonte di preoccupazione, per noi di UnAA. Per Allianz compagnia il tema non è all’ordine del giorno, anche perché sostanzialmente le differenze, sia a livello economico, sia normativo, sono minime.

D. Altra questione che potrebbe generare delle criticità quando ci si trova di fronte a fusioni: agenzie Allianz troppo vicine a livello territoriale…In questo senso la compagnia sta spingendo per fare accorpamenti?

R. Assolutamente no. Oggi Allianz ha una molteplicità di modelli sul territorio. Ha agenzie di dimensioni grandissime, direi “stellari”, ha lanciato il modello “51”, ha la struttura di Casa Allianz, è una delle compagnie con il maggior numero di agenti plurimandatari e gli iscritti a UnAA sono plurimandatari per la quasi totalità. Dunque non abbiamo grandi problematiche da questo punto di vista. Poi è ovvio che in alcune zone la vicinanza potrebbe creare degli ostacoli, però io ci vedo solo opportunità.

D. Opportunità?

R. Il futuro dell’agenzia lo vedo caratterizzato da una forte integrazione fra gli intermediari. Che l’accorpamento o fusione nasca dalla mandante o dagli intermediari stessi poco importa. La mia società di intermediazione, per esempio, ha sempre avuto un fortissimo rapporto con il mondo del brokeraggio assicurativo. E a proposito dei broker, negli ultimi cinque anni si stanno registrando moltissime acquisizioni. Un fenomeno che non ha ancora toccato il settore agenziale dove magari ci sono più paletti, come per esempio il fatto che le agenzie possono avere marchi diversi e fare una fusione è più complesso. Proprio per semplificare operazioni di questo tipo nel futuro Accordo nazionale agenti si dovrebbe affrontare anche questo aspetto, cioè semplificare la collaborazione tra agenti plurimarchio. C’è, invece, un’altra questione che in Allianz andrebbe affrontata…

D. Quale?

R. Riguarda le sottoreti, qui sì che potrebbe sorgere qualche problema. Sarà necessaria molta trasparenza fra noi agenti e i subagenti. Questi ultimi, in particolare, devono avere le idee chiare con chi intendono collaborare, se con l’agente X o con l’agente Y, anche per trasparenza nei confronti dei clienti. La compagnia ha già fatto sapere che non intende intervenire su questo tema. È ovvio che, prospetticamente, ogni nuovo subagente dovrà essere nominato solo se non è già un collaboratore di altri agenti su piazza.

D. Ha menzionato in precedenza il modello “51”. Cosa pensa in merito a questa modalità distributiva?

R. La mia posizione, che poi è anche quella di UnAA, è che sia la compagnia a sceglierci, ma proprio per la nostra caratteristica di essere plurimandatari. E la compagnia deve rispettare questa nostra volontà. Quello “51” è un modello che non demonizzo, semplicemente non lo approvo personalmente. Non credo sia marginale nel panorama distributivo e non è detto che sia solo Allianz a svilupparlo. In Generali e in Unipol c’è qualcosa di simile…anzi….è più trasparente Allianz che fa un investimento in un’agenzia. Ribadisco: all’agente deve essere data la possibilità di scegliere quale modello è più consono alle sue caratteristiche….niente costrizioni.

D. Il rapporto con i vertici di Allianz, in generale, come è?

R. Molto buono. Sin dai tempi di Aviva il nostro gruppo agenti si è posto nella relazione con la compagnia come un vero partner e al contempo pretendiamo che la stessa ci riconosca come tale. Certo, qualunque compagnia, soprattutto se si tratta di una grande multinazionale, ha equilibri, obblighi di bilancio, deve rispondere all’azionista e al cliente, e nell’interlocuzione con le rappresentanze agenziali fa valere questi interessi. Spesso e volentieri, però, l’interesse del cliente è lo stesso che difendiamo noi agenti e l’interesse dell’azionista è fare in modo che il cliente sia, per un periodo più lungo possibile, redditizio per la compagnia. Noi agenti lavoriamo per questo.

D. Un altro punto del suo programma è proseguire e intensificare il dialogo con gli altri tre gruppi agenti di Allianz.

R. Quello della collaborazione fra tutte le rappresentanze agenziali mi sembra sia un percorso obbligato. Dipendesse da me procederei nella direzione di creare da subito un gruppo unico, ma è difficile.

D. Quale è, dei tre, il gruppo agenti più vicino a voi per caratteristiche?

R. Senza dubbio l’Unione nazionale intermediari Tua (Unit). Con il presidente Gianfranco Macchione è nata un’amicizia personale.

D. Altro punto del suo programma riguarda il rafforzamento della collaborazione con l’Unione europea assicuratori (Uea)…

R. Credo nell’associazionismo e sono convinto che bisogna far crescere le associazioni soprattutto quando possono dare qualcosa al territorio, alla categoria o all’ambiente dove operano. Uea, storicamente, ha dato tanto al mercato assicurativo, per questo vogliamo fornire non solo un contributo economico all’associazione, ma anche in termini di partecipazione. Come UnAA stiamo prendendo parte ad alcuni tavoli Uea finalizzati allo studio dell’evoluzione del mercato. Uea ci affiancherà anche nel progetto su cui stiamo lavorando e che riguarda la crescita dal punto di vista manageriale dei giovani che lavorano nelle nostre agenzie.

D. La possibile uscita di Allianz da Ania? Potrebbe avere impatti sulla rete?

R. Come presidenti dei gruppi agenti abbiamo chiesto lumi in merito a questa intenzione. Abbiamo ricevuto rassicurazioni direttamente da Giacomo Campora, AD e DG di Allianz spa. In ogni caso non è nostro compito e non è nostro interesse entrare nel merito del perché Allianz abbia deciso in questa direzione.

D. Il 2025 ormai sta per chiudersi ed è ormai prossimo il vostro passaggio in Allianz spa. Quale messaggio si sente di dare ai vertici della compagnia, in questo momento?

R. Fino a ora abbiamo camminato insieme pur con ruoli completamente diversi e con interessi parzialmente differenti. E lo abbiamo fatto bene. Noi vogliamo essere partner della compagnia. Sempre. Vorrei che anche il top management di Allianz riuscisse a trasmettere questo concetto a tutto il personale della compagnia: gli agenti non sono “nemici” o “figure alternative” o in contrasto con l’impresa, ma sono veramente partner.

D. Agli iscritti a UnAA, invece? Un messaggio?

R. A loro ribadisco il grande ottimismo che vedo. Da qui ai prossimi 4-5 anni non credo ci saranno enormi stravolgimenti nel rapporto con la mandante. Agli iscritti chiedo di partecipare attivamente alla vita del gruppo agenti, ma con grande ottimismo e serenità perché non c’è alcun interesse da parte della compagnia di crearci problemi.

D. In conclusione. Per la prima volta è alla guida di un gruppo agenti. Cosa si aspetta da questa esperienza?

R. Di divertirmi sicuramente. Sono certo che avrò la possibilità di crescere personalmente e spero di mantenere fortissimo il rapporto con i colleghi sul territorio, perché il contatto genera una continua contaminazione di esperienze che ti arricchisce professionalmente. Certo, questi primi mesi non le nascondo che sono stati molto impegnativi…

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IN COPERTINA