domenica 01 Febbraio 2026

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TUTELA DEGLI ASSICURATI: COME INTERCETTARE FENOMENI PREGIUDIZIEVOLI DA PARTE DELLE IMPRESE? LA VIGILANZA PUNTA SU NUOVI MODELLI DI ANALISI “RISK-BASED”

L’Ivass si è dotato di strumenti sviluppati in autonomia o acquisiti da provider esterni. Ecco cosa fanno.  

Nuovi modelli di analisi risk-based, volti a intercettare, anche in via preventiva, fenomeni pregiudizievoli per gli assicurati. A livello europeo e italiano, la vigilanza sulla condotta di mercato delle compagnie si sta sempre più orientando verso questa direzione.

In questo contesto, l’Ivass si è dotato di strumenti di analisi sviluppati in autonomia o acquisiti da provider esterni. Fra questi c’è il Retail Risk Indicators (RRI), che si basa su indicatori costruiti principalmente su dati estratti dalle segnalazioni Solvency II letti in chiave di condotta di mercato, distinti per tipo di attività, vita e danni. Questo tool, ha fatto sapere l’istituto di vigilanza, è stato ulteriormente affinato introducendo nuovi indicatori e definendo soglie per ciascuno di essi al superamento delle quali le imprese vengono poste sotto osservazione.

In particolare, gli indicatori sono cinque per il comparto danni (tra cui loss ratio, incidenza delle spese di acquisizione sui premi e incidenza dei sinistri senza seguito) e 10 per il comparto vita (tra cui il tasso di crescita dei premi, l’incidenza dei nuovi contratti, l’incidenza delle spese di acquisizione sui premi, i tassi di riscatto e gli indicatori basati sulla redditività delle gestioni separate).

Si ottiene un ordinamento delle imprese, per ciascun indicatore, dalla peggiore alla migliore consentendo di valutare, per linea di business, la situazione della singola compagnia e il suo posizionamento rispetto al mercato.

A seguito dell’esame degli indicatori 2018 (ultimo dato ufficiale disponibile) sono state inviate note a quattro imprese danni per approfondire le cause di dati anomali rispetto al valore soglia. I RRI sono disponibili anche per l’attività svolta in Italia dalle imprese estere.

Sempre in merito agli strumenti a disposizione, è proseguita l’implementazione del CRAF (Conduct risk assessment frame work), finalizzato a orientare le priorità per l’azione di vigilanza. Il tool (distinto tra gestione vita e danni) combina diversi indicatori di rischio, inclusi i RRI, consentendo una rappresentazione sintetica del rischio di ciascuna impresa in termini di condotta di mercato, misurato con l’assegnazione di un rating complessivo.

Nell’ambito del potenziamento della vigilanza preventiva sui prodotti assicurativi, è stato acquistato un servizio di raccolta, monitoraggio e aggiornamento dei dati contenuti nei Kid (Key Information Document) dei prodotti di investimento assicurativi (Ibip) commercializzati da tutte le compagnie italiane e dalle principali estere.

Partendo dai dati dei Kid si può ricavare indicazioni sul livello di complessità, rischiosità e costi del prodotto e sul target market, consentendo di impostare un modello di analisi per indirizzare la vigilanza sui prodotti che appaiono meno profittevoli per i clienti.

Il database contiene, per ogni prodotto e opzione finanziaria sottostante, l’indicatore sintetico di rischio, il periodo raccomandato di detenzione dell’investimento, la riduzione in termini percentuali dei rendimenti annui attesi dell’investimento e la performance annua attesa per il cliente dall’investimento su diversi scenari. Questo modello ha permesso di rilevare problemi su una impresa estera, già sotto osservazione a livello europeo.

Inoltre, l’Ivass si è dotato di un tool per il monitoraggio delle performance dei fondi di investimento interni alle compagnie a cui sono collegate polizze unit-linked e multiramo, che permette di individuare i fondi con andamenti sfavorevoli o anomali, consentendo approfondimenti sulle politiche di gestione finanziaria delle imprese e sulla robustezza dei controlli esercitati sui gestori dei fondi.

Fabio Sgroi

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