Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si registra un incremento del 7,5%.
Alla fine del terzo trimestre 2023 i premi lordi totali (imprese italiane e rappresentanze di imprese Ue ed extra Ue) del portafoglio diretto italiano nel settore danni hanno raggiunto quota 31,2 miliardi di euro, in aumento del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2022. Sono dati dell’Ania (tabella sopra, cliccaci sopra per ingrandire), che ha evidenziato come si tratti della 11esima variazione trimestrale positiva consecutiva, che ha portato la raccolta premi a superare per la prima volta i 30 miliardi nei primi nove mesi dell’anno.
L’incremento, secondo l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, è ascrivibile, in particolare, allo sviluppo del settore non auto che ha registrato una variazione positiva di circa l’8%; in crescita (+7%) i premi del settore auto per effetto soprattutto dell’aumento dei premi del ramo corpi veicoli terrestri (garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli) che hanno segnato un +12,1% e, in parte, anche dei premi del ramo Rc auto (+5,4%).
Alla crescita complessiva del comparto non auto hanno contribuito tutti i principali rami assicurativi: il ramo Rc generale, con un volume premi di 3,7 miliardi di euro, è cresciuto del 7,3%; il ramo malattia (circa 2,9 miliardi di euro) del 13,3%; il ramo Altri danni ai beni (3 miliardi di euro) del 7,7%; il ramo infortuni (2,8 miliardi di euro) del 4,3%; il ramo incendio(2,2 miliardi di euro) del 9,1%.
Anche se con un peso contenuto sul totale del business danni non auto, si evidenzia la crescita dei rami credito e corpi veicoli aerei (+14,4%) e merci trasportate (+15,5%). Confermata anche la crescita dei rami perdite pecuniarie, tutela legale e assistenza.
Le sole rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei nei primi nove mesi del 2023 hanno contabilizzato premi per 4,6 miliardi di euro, in aumento del 13,7% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2023. Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale è stato del 14,6%.
In particolare, nel settore auto il peso è stato dell’8,8%, mentre negli altri rami danni di circa il 19%. Per alcuni rami, questa quota è stata superiore al 40%: merci trasportate (40,8%), Rc aeromobili (51,2%) e credito, per il quale l’incidenza di queste imprese è arrivata a sfiorare l’86%. È rimasta ridotta e inferiore al 10% nei rami corpi veicoli ferroviari dove è assente, nel malattia (5,1%), nella Rc auto (8,6%), nei corpi veicoli terrestri (9,4%). La raccolta del settore auto è risultata in aumento del 29,93% (era +47% a fine 2022).
Sono cresciuti sia i premi della Rc auto (+31,8%), sia quelli del ramo corpi veicoli terrestri che si sono incrementati del 22,6%. I premi del comparto non auto sono aumentati di oltre il 9%.
In particolare, il ramo Rc generale, la cui raccolta da parte di imprese rappresentanze costituisce circa un terzo del totale (oltre 1 miliardo), ha registrato alla fine del mese di settembre 2023 un aumento superiore al 5%. Tra i rami più rappresentativi che contabilizzano oltre 350 milioni di euro si è registrato l’aumento del ramo infortuni (388 milioni di euro, +13,4%), Altri danni ai beni (362 milioni di euro, +4,5%) e del ramo credito (581 milioni di euro, +15%).
Fabio Sgroi
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