lunedì 09 Febbraio 2026

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SICUREZZA STRADALE E LA RESPONSABILITA’ DEGLI ASSICURATORI. CIMBRI: «IL CONTRIBUTO DI UNIPOL E’ RILEVANTE»

Il presidente del gruppo bolognese: «Per noi è stato un grande onore ospitare una tavola rotonda delle Nazioni Unite dedicata a questo tema che vede Unipol mettere a disposizione le proprie competenze e il patrimonio di dati telematici di previsione».

 

Carlo Cimbri

«Per Unipol è stato un grande onore ospitare una tavola rotonda delle Nazioni Unite dedicata alla sicurezza stradale, tema che tocca il cuore della nostra responsabilità da assicuratori. A questo obiettivo Unipol contribuisce in modo rilevante mettendo a disposizione le proprie competenze e il patrimonio di dati telematici di previsione. Le scatole nere installate nei veicoli assicurati ne sono un esempio: un’infrastruttura di sicurezza a tutti gli effetti, che rappresenta un passaggio fondamentale da una protezione passiva a una protezione predittiva». È quanto dichiarato da Carlo Cimbri, presidente di Unipol, dopo aver ospitato la settimana scorsa l’iniziativa promossa dall’Unece (United nations economic commission for Europe) Road Safety Leadership Roundtable presso la Unipol Tower a Milano.

L’incontro è stato organizzato da Jean Todt, inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, e da Michelle Yeoh, goodwill ambassador del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e Premio Oscar 2023 come migliore attrice.

Nel corso dell’evento, a cui hanno partecipato, tra l’altro, rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle imprese, ci si è confrontati al fine di trovare soluzioni per  sostenere un’azione collettiva per la sicurezza stradale globale.

Ogni anno gli incidenti stradali causano oltre un milione di vittime nel mondo. Non solo. Strade non sicure comportano costi economici, sociali e sanitari rilevanti, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito. Per rispondere a questa emergenza, le Nazioni Unite hanno avviato la Seconda Decade of Action for Road Safety 2021–2030, con l’obiettivo di ridurre del 50% morti e feriti gravi entro il 2030.

Dalla tavola rotonda è emersa una visione comune: “la sicurezza stradale richiede un impegno condiviso tra pubblico e privato, in particolare per l’educazione e per l’implementazione della tecnologia a servizio della sicurezza”. (fs)

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