Tra il 2010 e il 2019 il numero di imprese nazionali si è gradualmente ridotto, passando da 151 a 98 (nel 2018 erano 97), con una contrazione del 35%.
Nel 2019 si è arrestato il trend in calo del numero delle imprese autorizzate a esercitare l’attività assicurativa e riassicurativa in Italia, sottoposte alla vigilanza prudenziale dell’Ivass.
Come ha sottolineato l’istituto di vigilanza nella sua ultima relazione, tra il 2010 e il 2019 il numero di imprese nazionali si è gradualmente ridotto, passando da 151 a 98, con una contrazione del 35% nel decennio, come si può vedere nella tabella sotto.
Al 31 dicembre 2019 le compagnie autorizzate a esercitare l’attività assicurativa e riassicurativa nel nostro Paese e sottoposte alla vigilanza prudenziale dell’Ivass erano 101 (100 nel 2018), di cui 98 nazionali (52 attive nei danni, 33 nel vita e 13 multiramo) e 3 rappresentanze di imprese estere (tutte operative nei danni) con sede legale in paesi non appartenenti allo Spazio economico europeo.
A queste si aggiungono 107 imprese assicuratrici (71 nei danni, 22 nel vita e 14 multiramo) e 6 riassicuratrici (tutte multiramo) con sede legale in un altro Stato del See operanti con stabilimento in Italia e 1.049 imprese autorizzate a operare in libera prestazione di servizi, soggette alla vigilanza prudenziale dell’autorità del paese di provenienza.
Tra il 2009 e il 2019, le imprese See autorizzate a operare in Italia in regime di stabilimento e di libera prestazione di servizi sono aumentate rispettivamente del 30% (+25 unità) e del 9% (+90).
Entrando nel dettaglio, il 78% delle rappresentanze sul territorio italiano ha sede legale in Francia (18), Germania (17), Irlanda (17), nel Regno Unito (17) e nel Lussemburgo (14). La restante percentuale riguarda Belgio (8), Spagna (5), Austria (3), Liechtenstein (4) e altri (4).
Fabio Sgroi
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