Il presidente dell’Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni: «L’omnicanalità è una bella sfida che, grazie agli strumenti disponibili e alle nostre capacità, ci aiuterà a migliorare sempre di più».

Per Flavio Sestilli, presidente dell’Aiba (Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni), ogni discorso sull’omnicanalità deve partire da un dato (Ania): «Dei 168 miliardi di euro di raccolta premi del 2024 (120 miliardi nei rami vita e 48 miliardi dei rami danni) soltanto il 3% è arrivato dai canali digitali diretti. Da quando le compagnie hanno lanciato i canali diretti, la distribuzione non è cambiata: broker e agenti restano centrali. La prevista rivoluzione non c’è stata: agenti e broker hanno dimostrato di essere insostituibili».
Intervenuto qualche settimana fa in occasione della tavola rotonda dal titolo La relazione con il cliente tra obblighi normativi e proattività commerciale in un modello omnicanale, organizzata nell’ambito della recente presentazione dell’ultima edizione dell’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi a cura di Cgpa Europe, Sestilli ha affermato che «se è vero che gli intermediari sono il perno del sistema distributivo, certamente per i rami danni, è dagli intermediari che dipenderà la valorizzazione del nuovo modello».
Cosa significa per le società di brokeraggio? «Anzitutto investire nelle tecnologie digitali per rendere efficace ed efficiente la gestione e lo sviluppo della relazione con il cliente. Omnicanalità vuol dire broker al centro con il digitale che caratterizza una parte rilevante del percorso assicurativo: ricevimento delle richieste, confronto dei testi di polizza, gestione dei sinistri, aree riservate per i clienti, contatto con le compagnie».
Una volta definiti i profili di responsabilità e consolidati i processi per renderli conformi alla normativa, ha aggiunto Sestilli, «l’omnicanalità renderà ancora più centrale la professionalità dei broker. Tutti dovremo però imparare a fare più prevenzione, ad avere più attenzione alla sostenibilità e accrescere la nostra competenza professionale. L’omnicanalità è una bella sfida che, grazie agli strumenti disponibili e alle nostre capacità, ci aiuterà a migliorare sempre di più». (fs)
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