martedì 10 Febbraio 2026

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SACE: IL PORTAFOGLIO DELLE OPERAZIONI ASSICURATE CRESCE DEL 6%

Raggiunta quota 87 miliardi di euro. Le attività a sostegno di export e internazionalizzazione gestite hanno generato premi lordi per 534,2 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto al 2015.

 

La sede di SaceSace (nella foto, la sede), società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che offre una gamma di prodotti assicurativi e finanziari, credito all’esportazione, assicurazione del credito, protezione degli investimenti, garanzie finanziarie, cauzioni e factoring, ha incrementato il sostegno alle attività di export e internazionalizzazione delle imprese italiane, mobilitando nel 2016 risorse per 22,4 miliardi di euro (il livello più alto nella storia della società), in crescita del 30% rispetto al 2015.

Per quanto riguarda l’andamento delle linee di business, l’operatività a sostegno di esportazioni (garanzie e contributi in conto interesse su finanziamenti erogati ad acquirenti esteri di beni e servizi italiani e assicurazione dal rischio di mancato pagamento) ha generato oltre la metà delle risorse complessivamente mobilitate (11,6 miliardi di euro), con una crescita del 42% rispetto al 2015. Particolare dinamismo è stato registrato in mercati ad alto potenziale, tra cui spiccano gli Stati Uniti,  geografie emergenti come Russia, Brasile, Messico, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, e destinazioni di “frontiera” come Kenya e Camerun.

Le attività a sostegno dell’internazionalizzazione hanno mobilitato 2,2 miliardi di euro, dei quali il 53% relativo a garanzie su finanziamenti erogati a imprese italiane per attività di sviluppo internazionale, il 32% a cauzioni per gare e commesse internazionali, il rimanente 15% a finanziamenti agevolati e partecipazioni di capitale.

Positiva anche la performance delle attività di factoring, attraverso le quali le imprese italiane hanno trasformato in liquidità 2,7 miliardi di euro di crediti, a cui si aggiungono 1,8 miliardi di euro smobilizzati in sinergia con le altre società del gruppo. È cresciuta l’operatività con l’estero, che ha generato il 56% del turnover complessivo, rispetto al 35% dello scorso esercizio. In aumento anche l’incidenza dei debitori privati (passata dal 58% a 83%) rispetto a quelli della pubblica amministrazione, scesa al 17%.

In espansione anche le attività di assicurazione del credito a breve termine  e cauzioni, tramite cui sono stati mobilitati 5,9 miliardi di euro (+25%), principalmente in favore di Pmi.

Il portafoglio delle operazioni complessivamente assicurate ha raggiunto gli 87 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 31 dicembre 2015. Le attività a sostegno di export e internazionalizzazione gestite da Sace, relative in prevalenza a operazioni di medio-lungo termine e in geografie dal profilo di rischio medio-alto, hanno generato premi lordi per 534,2 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Le aree geografiche nelle quali si sono concentrati maggiormente i premi sono il Nord Africa (31,6%) i Paesi dell’Europa emergente e dell’area Csi (19,6%) e l’Unione Europea (16,1%). I settori industriali che hanno maggiormente concorso alla generazione dei premi sono l’elettrico (33,6%), il chimico/petrolchimico (18,9%) e le infrastrutture e costruzioni ( 17,6%).

SacePer quanto riguarda i sinistri, sono stati liquidati per 344,1 milioni di euro (+33%), riferiti prevalentemente a operazioni assicurate con controparti localizzate in Germania (23%), Iran (19%), Russia (16%) e Ucraina (11%). I settori maggiormente interessati sono il metallurgico (54%) e il navale (23%).

Nell’esercizio sono stati recuperati 731,4 milioni di euro di crediti da controparti sovrane, oltre il 70% dei quali dall’Iran (526,5 milioni di euro) in virtù dell’accordo raggiunto a gennaio 2016 con il Ministero delle Finanze iraniano e la Central Bank of Iran; il rimanente 30% da paesi come Iraq, Egitto, Argentina, Ecuador e Cuba. Sono stati inoltre recuperati  23,1 milioni di euro da controparti private.

Il patrimonio netto di Sace a fine 2016 è pari a 4,5 miliardi di euro (+6%), mentre le riserve tecniche sono ammontate a circa 3,5 miliardi di euro (+12%). Il Solvency Capital Ratio si è attestato a 154%, in aumento rispetto al 135% dello scorso esercizio.

L’utile netto è ammontato a 303,5 milioni di euro, in calo del 25% rispetto al 2015 «per effetto della contrazione del risultato delle gestione finanziaria (in linea con l’andamento dei mercati) e del forte ulteriore rafforzamento delle riserve tecniche (+12%)». Il Roe si è attestato a 6,7%. L’utile netto consolidato, calcolato secondo i principi Ifrs-Ias, è stato pari a 481,9 milioni di euro (+56%). (fs)

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