Il presidente Maria Bianca Farina, nella sua ultima relazione annuale, ha parlato di quello che rappresenta una opportunità da cogliere: il risparmio di lunga durata. E dice: «Sui Pir siamo ancora in attesa di alcuni chiarimenti…».
Non solo colmare il gap di protezione riferito ai rischi del lavoro, della famiglia, della salute, del patrimonio. Per Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, ci sono altre opportunità che il settore assicurativo può cogliere. Come promuovere il risparmio di lungo termine.
In Italia, ha ricordato Farina, «i finanziamenti arrivano quasi esclusivamente dal sistema bancario ed è quindi fondamentale trovare soluzioni aggiuntive per sostenere l’economia, fondata in gran parte su piccole e medie imprese». Il presidente dell’Ania ha elogiato, in particolare, la normativa sui Pir, i piani di risparmio di lungo termine, approvata con la legge di bilancio 2017. «Rappresenta una forma di indirizzo degli investimenti verso il finanziamento dell’economia reale che si aggiunge ad altre misure varate di recente. È uno sviluppo positivo, come testimoniato dalle iniziative di primari operatori che hanno proposto prodotti di questo tipo. È molto importante, per il successo dei Pir, che si sviluppi un mercato efficiente e che si ampli lo spettro degli asset a sostegno dell’economia italiana utilizzabili come sottostanti», ha detto.
A questo proposito ha affermato: «Non possiamo, però, non sottolineare che ci saremmo aspettati dal legislatore maggiore attenzione verso il risparmio assicurativo. Si è ancora in attesa dei chiarimenti interpretativi ad opera delle Autorità competenti, chiarimenti indispensabili per superare le criticità relative all’operatività dei Pir attuati per il tramite di prodotti assicurativi. Inoltre, andrebbe allineato al trattamento dei fondi pensione quello delle gestioni di ramo I che investono nei Pir. Andrebbero anche pensate misure che favoriscano il risparmio e l’investimento a medio-lungo termine da parte dei giovani, da affiancare o integrare con i già esistenti strumenti di previdenza complementare».
Farina ha anche sottolineato la necessità di «ripensare l’offerta tradizionale, se si vuole che l’assicurazione continui a essere in grado di offrire prodotti con bassa volatilità e rendimenti confrontabili con quelli di altri strumenti di risparmio». Cosa fare? «Occorre introdurre maggiore flessibilità rispetto alle garanzie da assumere e nell’attribuzione dei risultati finanziari agli assicurati. È per questo che l’Ania ha elaborato una serie di proposte che, tutelando pienamente i risparmiatori, creano le condizioni affinché le imprese possano continuare a svolgere il loro ruolo. Si tratta di proposte che da tempo hanno trovato realizzazione in Paesi come Francia e Germania. Su di esse è in atto un confronto, che auspichiamo concludersi presto, con l’Autorità di vigilanza al fine di individuare soluzioni condivise ed equilibrate, salvaguardando l’integrità del mercato, le esigenze dei consumatori e il profilo distintivo del risparmio assicurativo, così apprezzato dagli italiani».
Fabio Sgroi
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