lunedì 06 Aprile 2026

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RISCHIO IDROGEOLOGICO IN ITALIA: I DATI PARLANO DI UN FENOMENO IN CRESCITA

L’Ania ha raccolto un po’ di informazioni che non sono per nulla di buon auspicio. Per il 2014 ci sono stati 42 gravi accadimenti, tra frane e alluvioni, con un seguito di 34 morti.

 

AlluvioneChe l’Italia sia un paese a forte rischio idrogeologico a causa della sua morfologia e dell’alta densità di popolazione non è certamente una novità. I dati che riguardano l’ultimo studio del Consiglio Nazionale dei Geologi, relativo al 2009, sono emblematici: circa 6 milioni di persone risiedono nei 29.500 chilometri quadrati del territorio nazionale considerati ad alto rischio di alluvioni o allagamenti. Della popolazione a rischio, circa un milione di persone vive in Campania, oltre 800.000 in Emilia Romagna e oltre mezzo milione in Piemonte, Lombardia e Veneto.

Stime analoghe arrivano anche dalla direzione generale per la difesa del suolo del Ministero dell’Ambiente. I dati raccolti, provenienti soprattutto dai Piani per l’assetto idrogeologico (Pai) definiti a livello locale, hanno consentito di redigere nel 2013 una carta delle aree ad alta criticità idrogeologica. Ben 1.492 comuni (il 18,6% del totale) hanno aree esposte al rischio di alluvioni ma, includendo anche quello di frane, il loro numero sale vertiginosamente a 6.693 e rappresentano la grande maggioranza dei comuni italiani (l’81,9%).

L’ultimo dossier di Ania dal titolo Le alluvioni e la protezione delle abitazioni fa luce anche sull’andamento nel tempo dei sinistri, cioè  sulla catalogazione delle alluvioni e delle frane che si verificano ogni anno in Italia. Le informazioni, per la verità, fa presente l’Ania, sono frammentate. Fino al 2002 i dati erano raccolti dal Sici (sistema informativo sulle catastrofi idrogeologiche) costituito nell’ambito del Cnr, che alimentava la banca dati Avi.

In quel contenitore erano annualmente rilevati i sinistri con indicazioni di massima anche sui danni causati da ogni evento. Per il periodo 1900-2002 Avi ha censito 29.000 alluvioni che hanno interessato 14.000 località. Dal 2002, però, Avi ha cessato di essere alimentata, per mancanza di fondi, e da allora sono disponibili i rapporti del centro studi Irti-Cnr che annualmente pubblica informazioni sugli eventi idrogeologici di maggiore rilevanza, quelli con un seguito di morti e feriti.

Per il 2014 sono stati complessivamente censiti 42 gravi accadimenti, tra frane e alluvioni, con un seguito di 34 morti. Circoscrivendo l’analisi alle alluvioni gli eventi sono stati 13 con 20 morti. Le regioni più colpite sono state quelle del centro nord e in particolare la Liguria in cui gli eventi luttuosi hanno interessato 71 località con 5 persone decedute. Lo stesso centro di ricerche ha pubblicato nei mesi scorsi anche un rapporto su “cinquanta anni di frane ed inondazioni in Italia (1964-2013)” che hanno complessivamente causato oltre 2.000 morti e altrettanti feriti. Limitatamente alle inondazioni, in questo lungo arco temporale le vittime accertate sono state 710. Il Piemonte (126 morti), la Sicilia (103) e la Liguria (83) sono state le regioni più colpite. (fs)

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