RECESSO DEL REGNO UNITO DALL’UE SENZA ACCORDO: IL MEF PREDISPONE MISURE «PER GARANTIRE LA PIENA CONTINUITA’ DEI MERCATI E DEGLI INTERMEDIARI» - TuttoIntermediari

RECESSO DEL REGNO UNITO DALL’UE SENZA ACCORDO: IL MEF PREDISPONE MISURE «PER GARANTIRE LA PIENA CONTINUITA’ DEI MERCATI E DEGLI INTERMEDIARI»

25 Gennaio 2019

L’obiettivo del Ministero dell’Economia e delle Finanze è quello di assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari, nonché la tutela di depositanti, investitori e della clientela in generale, tramite l’introduzione di un «congruo» periodo transitorio nel quale questi soggetti potranno continuare a operare.
 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approntato le misure necessarie per «garantire la piena continuità dei mercati e degli intermediari in caso di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo». Tutto ciò in considerazione del fatto che, a decorrere dal prossimo 30 marzo, il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti uno Stato terzo, con conseguente discontinuità nei rapporti bilaterali con l’Unione Europea.

Secondo quanto si legge nella nota diffusa dal Mef, «le misure, predisposte in stretto raccordo con le autorità di vigilanza e sentite le associazioni di categoria, avranno piena efficacia ove si verifichi un recesso senza accordo. Con tutta probabilità dette misure verranno adottate con la forma di un decreto legge, qualora ne ricorrano necessità e urgenza».

Le misure hanno l’obiettivo di assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari, nonché la tutela di depositanti, investitori e della clientela in generale, tramite l’introduzione di un «congruo» periodo transitorio nel quale questi soggetti potranno continuare a operare; analogamente al periodo transitorio previsto in caso di accordo tra il Regno Unito e l’Unione Europea.

Durante il periodo transitorio disposto con la normativa in questione, «sarà possibile per gli intermediari, siano essi bancari, finanziari o assicurativi (anche se operanti nel campo della previdenza complementare) continuare ad operare secondo la normativa attuale: la possibilità varrà sia per gli operatori britannici che svolgano l’attività in Italia, sia per gli operatori italiani operanti nel Regno Unito. Durante tale periodo sarà altresì assicurata la tutela dei depositanti e degli investitori dei medesimi intermediari senza soluzione di continuità. Le disposizioni saranno differenziate in funzione della natura degli intermediari interessati, tenuto conto della normativa europea e nazionale applicabile».

La normativa «disciplinerà gli adempimenti che i vari tipi di intermediari saranno chiamati ad assolvere, sulla base della normativa settoriale applicabile, per poter continuare ad operare anche oltre al periodo transitorio definito, in modo da definire un quadro certo che consenta a ciascun operatore di adeguarsi al nuovo contesto istituzionale ed operativo che si verrà a creare».

Previsioni analoghe saranno presenti nella parte del provvedimento riguardante le sedi di negoziazione e l’accesso degli operatori alle stesse. Anche in questo caso, le previsioni relative al periodo transitorio, «durante il quale potrà essere proseguita l’attuale operatività secondo la normativa europea di settore, varranno sia per i gestori di sedi di negoziazione britannici che operano in Italia, sia per quelli italiani che operano nel Regno Unito. Per quanto riguarda, poi, gli investimenti dei fondi pensione in Oicr del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, il provvedimento prevederà la possibilità di continuare a detenere tali strumenti nel periodo transitorio. Si precisa che la disciplina eccezionale che il provvedimento pone in essere ha come unico obiettivo quello di evitare soluzioni di continuità rispetto all’esercizio di attività soggette a riserva di legge in ambito nazionale, nel rispetto delle pertinenti discipline Ue di armonizzazione. La data di emanazione del provvedimento dipenderà dai prossimi sviluppi e dalle conseguenti determinazioni che verranno adottate nel Regno Unito in ordine al recesso. Esso verrà comunque adottato in tempo utile per permettere un ordinato svolgimento delle attività e fornire un quadro normativo certo entro cui operare anche in caso di recesso senza accordo».

Fabio Sgroi

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