25 settembre 2018 13:53

PROVVIGIONI: NICOLAO DICE NO ALLA CONSULENZA GRATUITA AL CLIENTE E A UN ULTERIORE RIBASSO DI COMPENSI AI PRODOTTI


Per il presidente di Anagina il rischio è quello di «svilire l’attività del consulente assicurativo», il quale avrebbe «molte difficoltà ad andare avanti».

 

Nel dibattito sulle incentivazioni alle reti distributive ha detto la sua anche Davide Nicolao (nella foto), presidente di Anagina (l’Associazione nazionale degli agenti Generali Italia provenienti da Ina Assitalia).

A un recente convegno organizzato da Le Fonti, Nicolao ha riconosciuto come oggi ci sia «una grande difficoltà nel riuscire a trovare il giusto equilibrio tra quello che è il lavoro dell’agente di assicurazione e quella che è la tutela del cliente, quindi il rispetto di tutte le normative che oggi regolano l’attività di intermediazione assicurativa. Un’attività che nel corso del tempo è cambiata molto; si è partiti con un approccio quasi esclusivo al mercato dell’auto a quello sui prodotti danni non auto che richiedono un livello di consulenza diversa e un nuovo rapporto con la clientela, fino ad arrivare ai prodotti assicurativi vita basati innanzitutto sul concetto dell’accumulo e del risparmio e agli investimenti finanziari. Non è facile gestire tutto questo».

E a proposito della nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (Idd), Nicolao non ha dubbi: «il settore assicurativo deve essere regolamentato perché quando ci troviamo di fronte agli investimenti da parte della clientela, il consumatore deve essere rassicurato sia dalla capacità del consulente, sia anche da una norma che stabilisca che gli intermediari agiscono secondo delle regole comuni. Se tutto questo ha un costo? Certo», ha continuato Nicolao, «faccio presente che un consulente assicurativo, a differenza di ciò che avviene nel mondo della promozione finanziaria, per svolgere la propria attività e registrare un guadagno degno della sua professione deve avere a che fare, per quelle che sono la marginalità sui prodotti e gli aspetti quindi remunerativi e provvigionali, almeno con un migliaio di clienti. Se consideriamo anche l’adempimento di tante norme lo sforzo non è proprio semplice. Tutto questo, quindi, deve essere connesso con una capacità di dare remunerazione all’attività del consulente assicurativo che oggi potrebbe essere rischiosamente abbattuta dagli effetti di questi processi che sicuramente hanno una natura nettamente positiva, però poi quando viene scaricata sull’attività quotidiana potrebbe risultare abbastanza complessa».

Poi ha avvertito: «Se tutto questo dovesse portare a un ulteriore ribasso di compensi ai prodotti andando a svilire l’attività del consulente e quindi a quel punto fornendo una consulenza gratuita io penso che sia molto difficile andare avanti».

Fabio Sgroi

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