domenica 05 Aprile 2026

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PREMIO MEDIO AUTO E CONFRONTO FRA ITALIA E ALTRI PAESI EUROPEI. FARINA: «LA DIFFERENZA SI E’ ULTERIORMENTE ASSOTTIGLIATA»

Secondo alcune stime, il divario è sceso da 213 euro nella media del periodo 2008-2012 a 138 euro nel 2015. E nei primi 5 mesi del 2016 si è ancora ridotto, ha fatto intendere il presidente dell’Ania.
 

Maria Bianca FarinaPiù di 40 milioni di veicoli assicurati, quasi 2,4 milioni di sinistri e oltre 10 miliardi di euro di risarcimenti. Sono solo alcuni dei numeri elencati da Maria Bianca Farina (nella foto), presidente dell’Ania, nel corso dell’ultima relazione dell’associazione presentata a Roma.

Negli ultimi anni è diminuita la frequenza dei sinistri e gli italiani hanno speso nel 2015 tre miliardi e mezzo in meno rispetto al 2012. «Il prezzo della polizza, pari a 439 euro nell’ultimo trimestre del 2015, è in termini unitari diminuito di quasi il 20% rispetto a tre anni prima», ha ricordato Farina.

E, come evidenziato anche dall’Ivass, il divario delle polizze italiane rispetto alla media dei principali paesi europei si è fortemente ridotto. Secondo alcune stime, il divario è sceso da 213 euro nella media del periodo 2008-2012 a 138 euro nel 2015. E nei primi 5 mesi del 2016 questa differenza «si è ulteriormente assottigliata», ha sottolineato Farina.

«Una quota significativa della riduzione dei prezzi italiani è attribuibile all’approvazione della norma che condiziona la risarcibilità delle lesioni lievi (tra cui il cosiddetto “colpo di frusta”) all’accertamento strumentale. È la dimostrazione che, quando si contrastano in maniera efficace comportamenti impropri, ne beneficia l’intera collettività. Il divario che separa il premio medio italiano da quello europeo è dovuto soprattutto al costo medio dei sinistri e alle aliquote fiscali sui premi, ancora nettamente superiori rispetto ai Paesi esteri», ha ricordato il presidente dell’Ania.

Cosa bisogna fare per garantire nel medio-lungo periodo equilibrio economico e prezzi sostenibili, e incidere sul costo complessivo dei sinistri, allineandolo ai livelli europei? «Crediamo che molto possa essere fatto su questo fronte attraverso una più efficace lotta alle frodi, il contrasto al fenomeno dell’evasione assicurativa, la maggiore uniformità ed equità di indennizzo dei danni fisici, la capillare diffusione della cultura della sicurezza stradale», ha detto.

Sul fronte della lotta alle frodi, secondo Farina, un contributo «importante» potrà venire, nella fase liquidativa, dal nuovo archivio integrato, avviato recentemente da Ivass, che unisce le diverse banche dati esistenti. Ulteriori risultati potrebbero essere raggiunti con un più stretto coordinamento con le Forze dell’ordine.

Risultati positivi arrivano dalla dematerializzazione di contrassegno e attestato di rischio. «Secondo nostre prime stime, basate su dati delle Forze dell’ordine, il numero di veicoli circolanti senza assicurazione sarebbe diminuito in misura significativa nel 2015 e la tendenza si sarebbe ulteriormente rafforzata nel primo quadrimestre dell’anno in corso», ha fatto sapere Farina. Ed è «altrettanto importante» che le compagnie proseguano nel miglioramento del servizio tramite le opportunità offerte dall’innovazione; il riferimento è alla tecnologia e all’utilizzo delle scatole nere. Completano il quadro le «numerose» iniziative della Fondazione Ania per la sicurezza stradale, i progetti di formazione per studenti e lavoratori, quello di assistenza psicologica alle vittime della strada, il supporto all’introduzione del reato di omicidio stradale.

Fabio Sgroi

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