L’Ania ha avviato un confronto con l’Ivass, tenuto conto anche del nuovo regime di vigilanza che ha accresciuto i requisiti patrimoniali per gli impegni garantiti nel lungo termine.
«Stiamo valutando, nell’interesse dei nostri assicurati, le migliori soluzioni di revisione e ammodernamento dell’offerta di polizze vita tradizionali. Spetterà all’Ivass, con cui abbiamo avviato un confronto, adeguare l’impianto regolamentare». Per Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, è arrivato il momento di agire, di fronte al fenomeno dei tassi di interesse a zero che non favoriscono il risparmio e comportano la necessità, da parte delle imprese assicuratrici, di politiche commerciali e di investimento molto differenti rispetto a quelle del passato.
Condizioni che, sottolinea Farina, «rendono urgente una profonda riflessione sull’opportunità di ripensare il modello tradizionale dell’offerta di risparmio assicurativo, tenuto anche conto del nuovo regime di vigilanza che ha accresciuto i requisiti patrimoniali per gli impegni garantiti nel lungo termine». Tutto questo per scongiurare il rischio che l’offerta assicurativa vita possa «perdere i suoi profili distintivi a favore del trasferimento del rischio finanziario agli assicurati, in contrasto con le attese di un’ampia platea di risparmiatori che si attende dagli assicuratori soluzioni caratterizzate da sicurezza e stabilità di rendimento».
Farina ha ricordato come le imprese assicuratrici dispongano di una capacità di investimento «considerevole, al momento orientata in prevalenza verso attività finanziarie a reddito fisso, in particolare titoli di Stato. L’attuale scenario finanziario, caratterizzato da tassi estremamente contenuti, induce a una maggiore diversificazione dell’asset allocation, mentre nuove opportunità di intervento sono consentite anche da recenti modifiche normative. Vi sono le condizioni, dunque, perché l’industria assicurativa, che investe con logiche di lungo periodo, possa orientare un flusso crescente di fondi verso il finanziamento di opere infrastrutturali o di Pmi, sempre nel rispetto, beninteso, dei principi di sicurezza e diversificazione».
In questo modo, secondo Farina, «si verrebbe a creare un più diretto nesso fra risparmio delle famiglie e finanziamento dell’economia reale, un passo indispensabile per consentire al Paese di recuperare competitività». L’Ania in ogni caso è disponibile a «contribuire all’individuazione delle misure più idonee e funzionali alle esigenze dei risparmiatori».
Fabio Sgroi
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