PIPITONE: «COSI’ SIAMO ARRIVATI ALL’INTRODUZIONE DEL “CLAIMS MADE” NELLA POLIZZA TUTELA LEGALE PENALE PER LE IMPRESE. E NEL 2027 LA ESTENDEREMO AI LIBERI PROFESSIONISTI»

Il direttore generale di Roland Italia: «Le aziende non sono coperte in modo adeguato perché c’è una diffusa convinzione che le varie polizze Rc, nelle loro diverse forme, coprano già i rischi legali per aziende e professionisti. Non è cosi…».

 

Pietro Pipitone

Una novità assoluta per il mercato italiano della tutela legale: l’introduzione del regime claims made nell’insorgenza del sinistro per la polizza Tutela Legale Penale a contraenza impresa. L’iniziativa è di Roland Italia (filiale italiana di Roland Rechtsschutz, gruppo assicurativo tedesco specializzato nella tutela legale) ed è stata presentata a maggio scorso in occasione di un evento a Milano a cui hanno preso parte circa 155 professionisti del brokeraggio assicurativo italiano, in rappresentanza di primari gruppi operanti sul mercato nazionale.

Roland, che opera principalmente nel segmento imprese, con prodotti dedicati a imprenditori, manager, Pmi ed enti pubblici, è la prima compagnia in Italia ad adottare questa logica sul prodotto penale a contraenza impresa. È quanto sottolineato dalla stessa compagnia. Tuttointermediari.it ha approfondito questa novità (e non solo) con Pietro Pipitone, direttore generale di Roland Italia.

Domanda. Perché avete deciso di introdurre questa novità nelle vostre polizze?

Risposta. La questione parte da lontano. Dal fatto che la tutela legale non viene vista dagli intermediari broker e agenti come un ramo prioritario perché risulta difficile da spiegare al cliente. Sì, è vero, il settore ogni anno registra una crescita importante in termini di premi, ma rimane il fatto che un’azienda destina a questo ramo solo il 10% dei premi complessivi pagati per assicurare la propria attività. A frenare l’interesse ci sono altri fattori: la diffusa convinzione che le varie polizze Rc, nelle loro diverse forme, coprano già i rischi legali per aziende e professionisti, e che spiegare, come dicevo prima, la tutela legale al cliente sia molto complicato. Insomma viene proposta, ma non si fa nulla per andare oltre. E per l’intermediario il momento della verità non è quando il cliente firma il contratto assicurativo o riceve i complimenti da parte della mandante…

D…ma è quando avviene il sinistro…

R. Esattamente. È in questo caso che la polizza “deve” funzionare. E la prima domanda che l’assicurato pone è: «E’ coperto il sinistro?». Nel settore assicurativo, nella tutela legale in regime loss occurrence il sinistro insorge alla data della presunta violazione di una norma, spesso anni prima della stipula della polizza, con conseguente rischio di diniego della copertura. Quando un pubblico ministero inizia a indagare parte sempre da un sospetto (pensiamo per esempio a un bilancio falso) e se consideriamo la raccolta delle prove passano mesi e anche anni prima che arrivi a formulare l’accusa. Ma spesso quel sospetto si rivela ingiustificato, visto che la maggior parte delle contestazioni si chiude con l’archiviazione perché il fatto non sussiste. Le spese legali, però, si sostengono dall’inizio, indipendentemente dall’esito. Con l’introduzione del regime claims made nelle nostre polizze Tutela Legale Penale per le imprese, il sinistro si considera insorto nel momento in cui l’assicurato riceve il primo atto formale dall’autorità procedente, tipicamente l’avviso di garanzia.

Pietro Pipitone (di spalle) illustra la novità relativa all’introduzione del regime claims made nella polizza tutela legale penale per le imprese, durante un evento organizzato a Milano a maggio scorso

D. In questo modo pensate anche di rendere più comprensibile la comunicazione del prodotto a broker e clienti?

R. Certamente. Ci siamo chiesti come rendere semplice quello che era complicato. Nelle coperture per la responsabilità delle figure apicali generalmente si affianca alla polizza una copertura separata per le spese legali penali. Entrambe rispondono a bisogni distinti ma complementari: la D&O copre la Rc di amministratori e manager; la tutela legale penale copre le spese di difesa nel procedimento penale (sia per le persone fisiche, sia per la persona giuridica ai sensi del D.Lgs. 231/01). Solo insieme garantiscono una protezione completa. Con la nostra iniziativa non facciamo altro che allinearci alla logica già consolidata nel mercato Rc/D&O, eliminando le ambiguità interpretative che in regime loss occurrence hanno generato in passato contenziosi in sede liquidativa e ostacolato la diffusione di queste polizze. Quindi: da adesso il sinistro insorge nel momento in cui l’azienda riceve la notifica del reato contestato.

D. Questa novità è inserita automaticamente anche nei contratti che Roland Italia ha già sottoscritto con le imprese?

R. No, ma è possibile richiedere l’aggiornamento con una piccola quota di premio assicurativo aggiuntivo. I nuovi contratti, al contrario, prevedono già la novità.

D. Estenderete questa iniziativa anche ai liberi professionisti?

R. Sì, nel 2027. Adesso siamo partiti con le aziende che, a nostro avviso, non sono coperte in modo adeguato…

D. Il 2025 di Roland Italia come è andato?

R. Molto bene. La crescita, in termini di premi, è stata dell’8% e nel 2026 prevediamo che sia superiore. In questa prima parte dell’anno, infatti, siamo già andati un po’ oltre le nostre previsioni.

D. Altre novità di prodotto in questo 2026?

R. Tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2027 lanceremo sul mercato un’altra polizza per le aziende. Riguarderà la parte civile e anche in questo caso ci saranno novità importanti. Naturalmente proseguirà l’aggiornamento di tutta la nostra offerta con l’obiettivo di adeguarla al contesto normativo e di renderla sempre più semplice dal punto di vista della comprensione da parte di chi vende e sottoscrive i contratti.

D. Quali sono le tipologie di polizze che raccolgono più premi?

R. Indubbiamente quelle penali per le imprese, dove storicamente c’è un interesse maggiore perché tutelano le figure più importanti di un’azienda. Queste polizze rappresentano il 60% della nostra raccolta.

Una parte del team di Roland Italia

D. Avete da poco aperto le iscrizioni ai vostri workshop – autunno 2026, occasioni di incontro con gli intermediari assicurativi sul territorio. Come sono andati quelli di primavera 2026?

R. Molto bene. Le cinque tappe che abbiamo programmato e svolto hanno fatto registrare una crescita dei partecipanti del 25% rispetto allo scorso anno.

D. Attualmente con quanti intermediari collabora la compagnia?

R. Sono circa 900, in larga maggioranza broker. Gli agenti, invece, sono pochi. Tutti possono contare sui nostri area manager che coprono l’intero territorio nazionale.

D. Le numerose operazioni di merger and acquisition che stanno caratterizzando il settore del brokeraggio assicurativo italiano vi stanno creando problemi in termini di rapporti con gli intermediari?

R. È un fenomeno che stiamo gestendo. Roland Italia, con la maggior parte dei nostri broker che sono entrati nei vari aggregatori, vanta rapporti storici di 5 – 10 anni e con alcuni anche di 20 anni. Il rapporto con le persone rimane, cambiano i loro ruoli ed entrando in gruppi più grandi hanno più opportunità. E anche per noi vuol dire maggiori opportunità.

D. Da quasi 20 anni ricopre il ruolo di rappresentante generale per l’Italia di Roland. Significa che la casa madre ha riposto e continua a riporre in lei grande fiducia…

R. Negli ultimi anni ho pensato spesso a quelli che sono stati i miei primi anni in Roland, alle tante telefonate organizzate per presentare l’azienda ai broker…Di strada ne abbiamo fatta, ma c’è ancora tanto da fare. Non c’è un traguardo, è una maratona che non finisce mai. E penso che nella vita, anche lavorativa, si possa sempre dare di più.

Fabio Sgroi

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