giovedì 07 Maggio 2026

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ONIX ASIGURARI S.A.: CESSATO IL DIVIETO DI STIPULARE NUOVI CONTRATTI IN LPS IN ITALIA. L’IVASS, PERO’ HA ANCORA DUBBI…

Il provvedimento dell’istituto di vigilanza italiano era stato emanato alla fine del 2013. Adesso, dopo le verifiche della Afs sugli azionisti della compagnia romena, c’è il via libera. Ma…
 

Dallo scorso 17 gennaio è cessato il divieto di stipulare nuovi contratti in regime di libera prestazione di servizi in Italia (nel ramo cauzioni) da parte della compagnia romena Onix Asigurari S.A. con sede a Bucarest.

Il provvedimento dell’Ivass del 20 dicembre del 2013, dunque, non ha più efficacia. A renderlo noto è stato lo stesso istituto di vigilanza. Il provvedimento era stato adottato «per una serie articolata di motivi alla cui base vi era l’assenza, secondo i criteri definiti nel quadro normativo europeo vigente, della reputazione idonea a garantire la sana e prudente gestione in capo al soggetto che era, all’epoca, azionista totalitario dell’Onix (tramite partecipazioni dirette e indirette), nonché presidente e direttore generale dell’impresa e che tuttora detiene in essa una partecipazione indiretta di controllo», si legge nella nota dell’Ivass. Il provvedimento di divieto era stato impugnato da Onix dinanzi al Tar e, successivamente, dinanzi al Consiglio di Stato il quale, «pur propendendo per il rigetto del ricorso, aveva disposto la remissione di questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia».

Con sentenza del 27 aprile 2017 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto giustificato il provvedimento adottato dall’Ivass, ma ha chiarito «che le misure adottate in caso di urgenza dallo Stato ospitante “sono applicate … solo nell’attesa di una decisione dello Stato membro di origine”». Ebbene, lo scorso 17 gennaio, l’autorità di vigilanza rumena (Asf) ha comunicato all’Ivass di avere concluso, con esito positivo, le verifiche sugli azionisti di Onix.

L’Ivass, «pur non condividendo i risultati delle verifiche dell’Asf, in formale ossequio al principio del passaporto unico europeo e dei suoi corollari, prende atto che la decisione della Asf ha influito sulla perdurante efficacia del provvedimento di divieto di nuovi affari assunto dall’istituto per far fronte a una situazione d’urgenza». L’Ivass «si riserva comunque ogni azione, anche in sede europea, per addivenire a un’interpretazione unica e conforme al diritto europeo, a tutela degli assicurati e dei beneficiari italiani».

Fabio Sgroi

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