mercoledì 01 Aprile 2026

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NON AUTOSUFFICIENZA: IL SETTORE ASSICURATIVO CHIEDE SPAZIO

Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania: «Disponiamo di analisi e proposte già definite per convergere sulle migliori soluzioni che, sotto la regia pubblica, prevedano anche una partecipazione più efficace ed equa del privato».

 

Non autosufficienza. Il settore assicurativo chiede spazio. Perché ritiene che abbia tutte le carte a disposizione per giocare un ruolo decisivo. Questo tema è stato, fra l’altro, affrontato da Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, nel corso della recente assemblea annuale dell’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

«Come è noto, gli ultrasessantacinquenni rappresenteranno, nel 2065, più di un terzo dell’intera popolazione», ha ricordato il presidente dell’Ania, «e ciò ovviamente determinerà una maggiore domanda di servizi sanitari e assistenziali: oggi le persone non autosufficienti sono circa 3 milioni, ma il numero è destinato a salire rapidamente. Già oggi lo Stato copre una parte limitata del totale dei costi sociali connessi con la non autosufficienza, mentre le famiglie sopportano di tasca propria la maggior parte dei costi per remunerare i caregiver. Dati i vincoli di finanza pubblica, è plausibile che quasi tutto il maggior onere economico per l’erogazione di servizi di assistenza per gli anziani ricadrà direttamente sulle famiglie».

Da qui la consapevolezza di poter giocare un ruolo decisivo. «È dovere quindi dell’industria, della società civile e della politica individuare soluzioni per soddisfare questi bisogni crescenti», ha affermato Farina. «Disponiamo di analisi e proposte già definite per convergere sulle migliori soluzioni che, sotto la regia pubblica, prevedano anche una partecipazione più efficace ed equa del privato».

Fabio Sgroi

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