Il manager ex Zurich e Nationale Suisse ha rappresentato, in questi anni, una colonna portante della compagnia per quanto riguarda il settore danni e corporate. Si chiude un ciclo durato dieci anni.

Con la nomina di Carlo Tacconi a head of commercial & specialty lines del gruppo Helvetia Italia, la compagnia elvetica ha comunicato contestualmente l’addio di Massimo Fedeli.
L’ormai ex chief commercial & specialty lines officer, 58 anni da poco compiuti, ha rappresentato una vera e propria colonna portante di Helvetia nell’ultimo decennio. In particolare nell’area corporate. Una esperienza iniziata in Zurich nel giugno del 1997 come underwriter engineering lines. In seguito è stato prima head of power & engineering e poi underwriting manager commercial lines business sempre per Zurich.
Nel giugno del 2012, Fedeli è passato in Nationale Suisse assumendo il ruolo di head of broker distribution & International specialty lines. Dopo circa un anno e mezzo è stato nominato chief distribution officer danni e vita.
A giugno 2016, con l’incorporazione di Nationale Suisse in Helvetia, ha assunto l’incarico di direttore danni aziende – head of corporate business prima e di direttore danni del gruppo Helvetia Italia – chief underwriting & claims officer dopo. Cariche e responsabilità che gli hanno consentito di varare e dirigere iniziative specifiche (una su tutte, il Corporate Corner) per avviare un numero selezionato di agenzie Helvetia al settore corporate e Pmi.

A ottobre scorso, nell’ambito di un profondo piano di riorganizzazione strutturale del gruppo, è stato nominato chief commercial & specialty lines officer, a capo di una nuova area di business realizzata per rispondere agli obiettivi dettati dall’ambizione di essere global specialist. Un incarico che ai più è sembrato sminuirne le competenze acquisite negli anni precedenti.
Nel comunicato di oggi diramato da Helvetia, si legge che Fedeli «lascia la compagnia per intraprendere nuovi obiettivi di crescita professionale, dopo averne guidato lo sviluppo con dedizione e competenza».
Fabio Sgroi
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