Il presidente della rappresentanza storica degli agenti Cattolica: «Abbiamo difeso la nostra identità, garantito stabilità economica, ottenuto riconoscimento e rispetto, portato la rete dentro il mandato unico con tutele concrete e durature, costruito relazioni solide con la compagnia, mantenuto un presidio costante sulle criticità operative e accompagnato le agenzie nella fase più difficile della loro storia».
Un triennio, quello 2023 – 2025, «proibitivo», che ha «cambiato la nostra vita professionale e che ridefinirà la nostra storia». Una fase definita «la più complessa degli ultimi decenni per il gruppo agenti». Alla fine, però, è stata superata con l’integrazione in Generali, «la revisione dei processi e la ridefinizione del nostro ruolo nella galassia delle reti del gruppo, ottemperando alla necessità di difendere stabilità economica e identitaria in un contesto di trasformazione accelerata». È la lettura, sintetica, che Donato Lucchetta (nella foto), presidente del Gruppo aziendale agenti Cattolica, ha fatto in occasione del congresso della rappresentanza agenziale che si è svolto alla fine della scorsa settimana a Roma.
Un percorso che oggi, «finalmente», ha affermato Lucchetta, «possiamo guardare con lucidità e fiducia, riconoscendo ciò che è stato fatto, ciò che abbiamo ottenuto e ciò che dobbiamo ancora fare». Il presidente del Gaa Cattolica (da poco nominato anche vice presidente di Anapa Rete ImpresAgenzia) ha fatto il punto attraverso la sua relazione che ha affrontato vari temi.
Relativamente all’attività svolta nell’ultimo triennio, Lucchetta non ha nascosto le criticità attraversate dal gruppo agenti, che ha affrontato processi «difficili e impegnativi» come «la migrazione dei portafogli e dei sistemi, l’adozione di Hpa, la revisione del sistema sinistri e delle criticità conseguenti, la ridefinizione delle autonomie assuntive, le tensioni operative e organizzative, la rigidità della tariffa analitica, le inefficienze del field care, le tensioni sulla rete secondaria e gli inasprimenti tariffari».
Allo stato attuale, ha precisato Lucchetta, molti di questi punti sono stati «ottimamente superati», mentre altri sono «ancora in fase di “lavorazione”». Una volta superate le criticità definite «contingenti», un passo decisivo è stata la firma, alla fine dello scorso mese di marzo, del mandato unico di Generali.
«Abbiamo fortemente voluto imprimere un’accelerazione per arrivare alla definizione di questo accordo», ha sottolineato Lucchetta, un elemento che «consente alla rete di fare scelte strategiche, prendere decisioni operative, individuare processi di crescita delle agenzie, usando lo stesso linguaggio e al tempo stesso poter fruire di quegli istituti che nelle reti di Generali Italia hanno contribuito a consolidare strutture e portafogli attraverso quel coacervo di norme e presidi che in esso, e nell’accordo integrativo, sono contenuti».
Ecco perché il momento attuale, per il Gaa Cattolica, è propizio proprio perché ha dato stabilità agli agenti. «Nonostante le mille paure iniziali, il forte scetticismo che esisteva in molta parte di noi, siamo ancora qua, più forti di prima», ha affermato Lucchetta. «Abbiamo difeso la nostra identità, garantito stabilità economica, ottenuto riconoscimento e rispetto, portato la rete dentro il mandato unico con tutele concrete e durature, costruito relazioni solide con la compagnia, mantenuto un presidio costante sulle criticità operative e accompagnato le agenzie nella fase più difficile della loro storia». Non è poco.
Fabio Sgroi
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