L’IVASS BACCHETTA LE COMPAGNIE: «CI SONO ANCORA LACUNE NEI PROCESSI DI GOVERNO DEI RISCHI»

17 Luglio 2020

Il presidente Daniele Franco: «Si riscontrano approcci troppo semplificati o addirittura non adeguati per il calcolo delle riserve tecniche, nonché situazioni di scarsa qualità dei dati, per lo più da ricondurre alla vetustà o al ridotto grado di integrazione dei sistemi informatici delle imprese».

 

Daniele Franco

«Le norme non bastano per assicurare innovazione, solidità ed efficienza; sono fondamentali, in ciascuna compagnia, chiarezza strategica, forza finanziaria e robusti sistemi di governance». È il monito di Daniele Franco, presidente dell’Ivass, secondo cui oggi «particolare rilevanza assume un assetto azionario forte e trasparente, con un’orizzonte di medio-lungo periodo, consapevole dell’esigenza di dotare le compagnie di solidi processi di governo e controllo nonché di consiglieri e manager dotati di adeguate professionalità, attenti all’innovazione, soprattutto tecnologica, e alla sostenibilità degli indirizzi strategici e operativi».

Tutto ciò, sostiene il presidente dell’istituto di vigilanza, è importante per far crescere le imprese e migliorare l’offerta, in particolare nel segmento delle coperture a favore di individui, famiglie e imprese «che presenta nel nostro Paese considerevoli spazi di crescita».

Franco ha osservato che, negli ultimi anni, le compagnie, sulla spinta della normativa di settore emanata proprio dall’Ivass, hanno avviato un importante processo di rafforzamento degli assetti di governo. Ma dall’azione di vigilanza, a distanza e ispettiva, ha fatto notare, «emergono tuttavia ancora lacune nei processi di governo dei rischi, che dovranno essere rimosse anche mediante l’innesto di nuove professionalità e un rafforzamento del confronto e della dialettica tra organi sociali e management. Non mancano, in particolare, approcci troppo semplificati o addirittura non adeguati per il calcolo delle riserve tecniche, presidio degli impegni nei confronti della clientela, nonché situazioni di scarsa qualità dei dati, per lo più da ricondurre alla vetustà o al ridotto grado di integrazione dei sistemi informatici delle imprese».

Fabio Sgroi

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