mercoledì 18 Febbraio 2026

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LIQUIDAZIONE / RIVALSA. LA PROVOCAZIONE DI BOVIO: «E’ IL CASO CHE I GRUPPI AGENTI AFFRONTINO IL TEMA DIRETTAMENTE CON LE SINGOLE MANDANTI?

L’agente pugliese ha sollevato la questione nel corso di un intervento all’ultima assemblea dell’Unione Agenti Axa: «Il tema è oggetto di trattazione sindacale di primo livello, ma i tempi di svolgimento delle eventuali trattazioni sono inadeguati rispetto alle esigenze delle agenzie che sono interessate dalla necessità di dover affrontare questi temi dovendo accettare l’applicazione di tali istituti nella forma anacronistica nella quale sono stati concepiti. Quanto bisognerà aspettare ancora finché l’intero sistema renda ragionevoli e più attuali queste operazioni evitando che le agenzie restino la parte esposta al maggior rischio?».

Francesco Bovio

Durante l’ultima assemblea dell’Unione Agenti Axa ha fatto molto discutere un passaggio dell’intervento di Francesco Bovio, agente plurimandatario, sul tema della liquidazione e della rivalsa.

Si tratta di un argomento, ha ricordato Bovio, di «grande attualità», che impatta «sulla solidità strutturale delle agenzie di assicurazione che intendono e intenderanno operare in uno scenario di mercato che si mostra molto più articolato e insidioso rispetto al passato». Un argomento «complesso considerata l’ampiezza delle casistiche che rende impossibile individuare una proposta univoca per la soluzione del problema».

LA PREMESSA – A oggi, ha affermato Bovio, «in molti casi vengono effettuate operazioni di fusione, accorpamenti o successioni di portafoglio in maniera ancora troppo arbitraria e in molti casi, mancando un paniere di interventi sincroni a sostegno di queste operazioni, ci si trova dinanzi a interventi che sulla carta sembrano efficaci, ma nella realtà anziché rafforzare l’agenzia, la indeboliscono con la conseguenza che gli agenti in molti casi sono scoraggiati e assolutamente disincentivati dal guardare con benevolenza a questo tipo di evoluzione».

È necessario pertanto, ha continuato l’agente nato a Bari, che ci sia un impegno sistemico di tutti gli stakeholders affinché «vengano create solide fondamenta che rendano progettabili operazioni di rafforzamento delle agenzie, uscendo finalmente dalla fase delle sole teorizzazioni o dichiarazioni di principio spesso unilaterali». In concreto: «proposte sostenibili delle compagnie, un impianto regolamentare attualizzato alle nuove esigenze e certamente una visione più moderna e dinamica di noi agenti».

LIQUIDAZIONI E RIVALSE, UNA CORRELAZIONE «IMPROPRIA» – In altre parole, è «indispensabile rimuovere o trasformare alcuni fattori assolutamente bloccanti e anacronistici rispetto alle attuali esigenze». E un fattore è quello delle liquidazioni e delle rivalse, la cui correlazione, secondo Bovio, oggi «è impropria».

Per lui è «ingannevole, in un’ottica moderna di rafforzamento organizzativo delle agenzie, pensare che un portafoglio da affidare debba essere gravato da una rivalsa che corrisponda, in termini di importo, alla liquidazione erogata all’agente uscente. La logica a sostegno di questo ragionamento è molto semplice: mentre la liquidazione è frutto di un calcolo matematico su qualcosa che è già avvenuto e quindi si basa su un dato certo, la rivalsa si riferisce a una mera ipotesi su dinamiche che potrebbero verificarsi, ma spesso, come ben noto a tutti gli operatori del settore e per le più svariate ragioni, non si verifica lasciando l’agenzia riorganizzata a fare i conti con un costo certo e dei ricavi molto molto variabili e instabili. Solo questa micro analisi è evidentemente in contrasto con un percorso di rafforzamento di un’agenzia che prova a guardare nella direzione di diventare un’azienda a tutti gli effetti. Nessuno», ha proseguito Bovio, «nega che ricevere un portafoglio aggiuntivo da una compagnia debba comportare un costo e che certamente l’agenzia che lo riceve debba sostenere un certo rischio di imprese, ma bisognerebbe intervenire prontamente su una attualizzazione del metodo allontanandosi dalla logica della correlazione simmetrica tra i due istituti».

LA PROVOCAZIONE – Quale è la soluzione, allora? L’agente Axa ha provato a dire la sua. «Questo argomento è senza dubbio oggetto di trattazione sindacale di primo livello trovandoci in territorio di accordo nazionale (Ana), ma i tempi di svolgimento di queste eventuali trattazioni sono assolutamente inadeguati rispetto alle esigenze delle agenzie che, quotidianamente e sempre più frequentemente, sono interessate dalla necessità di dover affrontare tali temi dovendo accettare l’applicazione di tali istituti nella forma anacronistica nella quale sono stati concepiti». Ed ecco la provocazione: «Quanto bisognerà aspettare ancora finché l’intero sistema renda ragionevoli e più attuali queste operazioni evitando che le agenzie restino la parte esposta al maggior rischio?Sarà il caso nelle more che le rappresentanze degli agenti, affrontino direttamente il tema con le singole mandanti almeno per poter supportare nel quotidiano le operazioni già in corso o di imminente attuazione?».

La proposta, che certamente farà discutere, non arriva da un agente qualunque. Bovio, infatti, per diversi anni ha ricoperto l’incarico di presidente del Magap (Milano Assicurazioni gruppo agenti professionisti) e, per pochi mesi, è stato uno dei sei presidenti che hanno dato origine alla nuova Agenti UnipolSai Associati (Aua), la rappresentanza agenziale unitaria di UnipolSai (di cui ancora oggi è agente). Ha fatto parte anche della giunta esecutiva della stessa Unione Agenti Axa. Dunque, non l’ultimo arrivato. In ogni caso uno che conosce bene le dinamiche dei gruppi agenti.

«Questa ipotesi», ha precisato, «non sarebbe la cura definitiva per la categoria, ma sicuramente costituirebbe un efficace palliativo per evitare che i singoli agenti si trovino nella condizione di dover affrontare da soli determinate negoziazioni». Ha poi concluso così: «Insomma si parla di modificare la traiettoria, di rinforzare le agenzie, di spingere i giovani a guardare con fiducia al futuro della professione di agente….ma nel concreto accade questo: le operazioni di riorganizzazione delle agenzie vanno avanti quotidianamente, mentre i vecchi istituti restano ibernati nelle vecchie logiche attuative  come se nulla fosse mai mutato. Qualcosa non torna…».

Fabio Sgroi

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