LE NOVITA’ IN MATERIA DI VIOLAZIONI, SANZIONI E ALTRE MISURE: ECCO COME E’ CAMBIATO IL REGIME SANZIONATORIO PER IMPRESE E INTERMEDIARI - TuttoIntermediari

LE NOVITA’ IN MATERIA DI VIOLAZIONI, SANZIONI E ALTRE MISURE: ECCO COME E’ CAMBIATO IL REGIME SANZIONATORIO PER IMPRESE E INTERMEDIARI

12 Agosto 2019

Secondo quanto evidenziato dall’Ivass, l’impianto normativo sanzionatorio del mercato assicurativo risulta adesso «più robusto e allineato» a quelli dei settori bancario e finanziario.

Con il recepimento della direttiva sulla distribuzione assicurativa (Idd) è stato riscritto il sistema sanzionatorio previsto dal Codice delle assicurazioni. La disciplina legislativa è stata integrata dalla normativa secondaria emanata dall’Ivass (Regolamento n.39 del 2 agosto 2018). Secondo quanto evidenziato dall’Ivass, l’impianto normativo sanzionatorio del mercato assicurativo risulta adesso «più robusto e allineato» a quelli dei settori bancario e finanziario. Vediamo quali sono le principali novità introdotte rispetto a prima.

Innanzitutto la rilevanza della violazione. L’Ivass avvia il procedimento sanzionatorio se l’irregolarità accertata riveste «carattere rilevante» (il principio della “rilevanza” della violazione ha sostituito, quindi, quello dell’assoluta mancanza di pregiudizio per il tempestivo esercizio delle funzioni di vigilanza o per gli interessi degli assicurati e degli altri aventi diritto a prestazioni assicurative).

C’è poi l’estensione delle sanzioni alle persone fisiche. In passato, l’istituto di vigilanza poteva avviare procedure sanzionatorie solo nei confronti dell’impresa di assicurazione (persona giuridica). Ora si possono sanzionare anche gli esponenti aziendali, e cioè coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo, e i dipendenti o coloro che operano sulla base di rapporti che ne determinano l’inserimento nell’organizzazione dell’impresa anche in forma diversa dal rapporto di lavoro subordinato. Nei confronti delle persone fisiche sono state previste sanzioni pecuniarie che vanno da 5.000 euro a 5 milioni di euro per irregolarità relative all’attività non distributiva e da 1.000 euro a 700.000 euro per quelle relative all’attività distributiva; da 10.000 euro a 5 milioni di euro per violazioni in tema di antiriciclaggio (solo per gli esponenti aziendali dell’impresa).

La nuova normativa prevede inoltre sanzioni pecuniarie più elevate e parametrate al fatturato per le imprese e società di intermediazione. I nuovi limiti edittali variano da 30.000 euro al 10% del fatturato per irregolarità relative all’attività non distributiva e da 5.000 euro a 5 milioni di euro cioè al 5% del fatturato, se superiore, per quelle relative all’attività distributiva; da 5.000 euro a 5 milioni di euro cioè, se superiore, al 10% del fatturato per violazioni in materia di antiriciclaggio.

Per quanto riguarda le  sanzioni di natura non patrimoniale, sono applicabili in alternativa a quelle pecuniarie (per esempio: l’ordine di porre termine alle violazioni; la dichiarazione pubblica in materia di antiriciclaggio) oppure in via accessoria (per esempio: l’interdizione temporanea dallo svolgimento delle funzioni di amministrazione, direzione e controllo per gli esponenti aziendali e il personale delle imprese destinatari di sanzioni pecuniarie; la dichiarazione pubblica in caso di violazioni in materia di distribuzione di prodotti di investimento assicurativo) o autonoma (per esempio, l’interdizione temporanea dallo svolgimento delle funzioni per i componenti il consiglio di amministrazione delle società di intermediazione).

Viene introdotto inoltre l’accertamento unitario, che ha l’obiettivo di contenere il numero dei procedimenti sanzionatori verso imprese e intermediari. L’accertamento unitario consente di contestare con un unico atto, irrogando un’unica sanzione, più violazioni con caratteristiche omogenee, attuate entro un predefinito arco temporale (non superiore a 12 mesi).

C’è poi la possibilità del “contraddittorio rafforzato”, che consente ai destinatari di una procedura sanzionatoria un ulteriore momento di interlocuzione, solo documentale, con il vertice dell’Ivass cui spetta la decisione sulla sanzione.

Per gli intermediari la riforma prevede il superamento del cosiddetto doppio binario, cioè della coesistenza per la stessa fattispecie contestata di un procedimento sanzionatorio pecuniario e di un procedimento disciplinare. Le nuove norme prevedono pertanto l’apertura di un solo procedimento sanzionatorio la cui istruttoria è affidata al collegio di garanzia, costituito presso l’Ivass, tranne nel caso dei procedimenti aperti per violazioni in materia di antiriciclaggio essendo questa materia affidata in via esclusiva alla competenza istruttoria del servizio Sanzioni dell’Ivass. L’istituto di vigilanza irroga le sanzioni con provvedimento motivato, notificato agli interessati.

Nel caso in cui, invece, gli elementi di difesa o le altre informazioni disponibili sono ritenuti idonei a far ritenere insussistenti o non perseguibili i fatti oggetto di contestazione, l’Ivass comunica agli interessati il provvedimento di archiviazione del procedimento sanzionatorio.

Le valutazioni conclusive dell’istituto di vigilanza tengono conto, tra l’altro:  dell’irregolarità riscontrata (tipologia, durata, gravità, pregiudizio agli assicurati, agli aventi diritto alle prestazioni o all’esercizio delle funzioni di vigilanza);  dei riflessi dell’irregolarità sulla situazione aziendale dell’impresa/gruppo di appartenenza e sul livello di esposizione ai rischi;  della reiterazione delle violazioni della stessa natura; della natura del soggetto; dei vantaggi eventualmente ottenuti in conseguenza della condotta irregolare; della collaborazione attiva e autonoma del soggetto interessato.

Infine, sono state introdotte nuove forme di pubblicazione dei provvedimenti sanzionatori.

Fabio Sgroi

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