Il nostro sistema assicurativo ha risposto bene di fronte alla simulazione di due scenari definiti «severi»: un contesto di rendimenti bassi prolungati e uno scenario “doppio impatto”.
Le compagnie assicurative vita italiane si apprestano ad affrontare il 2017 rinfrancate dai risultati positivi degli ultimi stress test i cui risultati sono stati resi noti qualche giorno fa dall’Eiopa (l’autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali). L’esercizio, condotto da Eiopa in stretto raccordo con le autorità nazionali di vigilanza (per l’Italia, l’Ivass), ha coinvolto 236 compagnie di grandi, medie e piccole dimensioni stabilite in 30 paesi, rappresentanti il 77% del mercato europeo in termini di relative riserve tecniche. Per l’Italia hanno partecipato 16 compagnie operanti nei rami vita tradizionali, rappresentanti il 76% del mercato nazionale in termini di relative riserve tecniche.
L’esercizio non ha avuto l’obiettivo di verificare l’adeguatezza patrimoniale di singole imprese e determinare eventuali insufficienze di capitale, ma quello di valutare i profili di vulnerabilità e resilienza del settore assicurativo vita a una prolungata fase di bassi tassi di interesse e a un pronunciato rialzo degli spread creditizi. L’esercizio di quest’anno, in particolare, era volto a valutare le vulnerabilità e la resilienza degli assicuratori a due «severi» mutamenti dei mercati: un contesto di rendimenti bassi prolungati e uno scenario “doppio impatto”.
Lo scenario di rendimenti bassi per lungo tempo (low for long) ipotizzava una situazione di radicata stagnazione che spinge al ribasso i rendimenti su tutte le scadenze per un lungo periodo di tempo, mentre lo scenario doppio impatto (double hit) rifletteva un improvviso aumento nei premi per il rischio combinato a un contesto di rendimenti bassi.
Nei due scenari di stress, l’effetto negativo sul sistema assicurativo italiano si è presentato più contenuto che negli altri principali paesi europei nello scenario “low for long”, mentre è sostanzialmente allineato con gli altri principali paesi europei nello scenario “double-hit”.
Nella fase pre-stress è emerso per il sistema assicurativo italiano un indice di solvibilità (Solvency Capital Requirement Ratio) relativamente alto (243%) nonostante l’applicazione di misure Long term guarantee e di misure transitorie decisamente più contenuta che negli altri principali paesi. La riduzione dell’eccedenza delle attività rispetto alle passività nello scenario “low for long” è stato pari al 5,1% per il sistema assicurativo italiano, a fronte di un valore medio europeo del 18%. Nello scenario “double-hit” la riduzione dell’eccedenza di attività sulle passività è stato del 33,8%, valore lievemente superiore a quello medio europeo (28,9%), ma in linea con quelli dei principali mercati.
L’Ivass ha fatto sapere che farà leva sui risultati dello stress test e sulle raccomandazioni Eiopa per «continuare a sviluppare azioni di vigilanza che, anche nel medio e lungo termine, rafforzino la capacità delle imprese italiane di fronteggiare i rischi connessi all’attuale severo contesto macroeconomico».
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










