L’ASSOCIAZIONE AGENTI ALLIANZ E L’OBIETTIVO DI AVERE “ONE VOICE”. D’ANDREA: «I SOCI? SONO I NOSTRI AZIONISTI DI RIFERIMENTO» - TuttoIntermediari

L’ASSOCIAZIONE AGENTI ALLIANZ E L’OBIETTIVO DI AVERE “ONE VOICE”. D’ANDREA: «I SOCI? SONO I NOSTRI AZIONISTI DI RIFERIMENTO»

11 Marzo 2019

Il presidente del gruppo agenti racconta a Tuttointermediari.it l’esperienza fatta a Pozzuoli qualche settimana fa dai 57 agenti che, a vario titolo, rappresentano l’associazione. E sottolinea i risultati raggiunti dalla cosiddetta Tripla A.  

Il gruppone degli agenti Allianz che hanno partecipato all’assemblea plenaria di Pozzuoli

Con tutta probabilità l’iniziativa lanciata dall’Associazione Agenti Allianz (Aaa) a fine gennaio scorso, dal titolo One Voice, sarà replicata. Forse entro il 2019. È quanto ha fatto intendere il presidente Umberto D’Andrea, che a Tuttointermediari.it ha raccontato quella che è stata una esperienza sicuramente da ripetere. Il 24 e 25 gennaio scorsi, a Pozzuoli (Napoli), si sono dati appuntamento 57 agenti della Tripla A, in pratica tutti coloro che, a vario titolo, ricoprono ruoli di rappresentanza nel gruppo agenti.

«Abbiamo utilizzato il claim “One Voice”, una voce», ha sottolineato D’Andrea, «con l’obiettivo di fare squadra, fare gruppo, creare un senso di appartenenza al brand Aaa, non in chiave commerciale naturalmente, ma a un qualcosa che dobbiamo sentire dentro, con la consapevolezza che quando parliamo con i nostri associati e lo facciamo in nome della Tripla A dobbiamo avere una voce. Questo non vuol dire un appiattimento di idee, ma gli obiettivi, gli stili di comportamento e il modello di relazione devono essere unici perché la Tripla A non può permettersi di avere voci stonate».

All’assemblea di Pozzuoli, primo incontro fra i vertici dell’associazione dopo il congresso elettivo dello scorso anno a Torino, sono stati creati dei gruppi di lavoro. Il primo giorno è servito per discutere di temi specifici; nel secondo, che ha visto il supporto di due formatori esterni, i partecipanti «hanno fatto sintesi, sviscerando le risultanze di questi tavoli di lavoro».

«Abbiamo parlato di noi mettendo al centro i nostri associati, interrogandoci su come rappresentare al meglio il loro interesse e su come relazionarci nel migliore dei modi e più efficacemente possibile con loro, che abbiamo definito i nostri azionisti di riferimento. Devo dire che abbiamo avuto  feedback entusiasmanti», ha detto D’Andrea.

I tavoli di lavoro durante l’assemblea di Pozzuoli

Con Tuttointermediari.it il presidente della Tripla A ha parlato anche dei risultati raggiunti dall’associazione. «Rappresentare al meglio i 1.800 soci è la priorità per noi. E i risultati che l’associazione ha ottenuto in questi anni sono concreti e si toccano con mano: a titolo di esempio ricordo la firma dell’accordo economico, il cambio di passo nei rapporti assuntivi con la mandante e gli accordi su digital ed e-commerce. Oggi in Allianz il business si fa molto più che prima, e questo perché l’associazione ai vari livelli ha fatto un’azione politica importante per far comprendere alla compagnia che non ci poteva essere una redditività a senso unico, ma occorreva mutuarla. In questo il gruppo agenti è stato molto bravo, facendo  capire ad Allianz che una redditività egoista avrebbe avuto breve respiro. Oggi c’è una redditività reciproca: l’80% delle agenzie aderenti alla Tripla A ha crescita di ricavi».

D’Andrea ha proseguito ammettendo che dalla fine del 2016 e dall’inizio del 2017 «abbiamo registrato finalmente un atteggiamento diverso da parte della mandante, che ha deciso di puntare allo sviluppo. Noi avevamo chiesto tre cose: che il business fosse facile, remunerato bene e che i prodotti fossero competitivi. La compagnia ha ascoltato le nostre istanze, si è ingaggiata con noi su questi tre temi e oggi abbiamo una operatività  sicuramente più semplice rispetto a prima. Tramite l’accordo economico e altre iniziative abbiamo ottenuto delle remunerazioni più interessanti e attraverso il lavoro delle nostre commissioni abbiamo ottenuto una importante revisione del catalogo prodotti nel mondo retail. E c’è da aggiungere che abbiamo aumentato le nostre autonomie. Posso affermare, in definitiva, che è aumentato il livello di fiducia in noi».

Fabio Sgroi

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