Secondo l’ordinario di diritto dell’economia e docente di diritto delle assicurazioni all’Università degli Studi di Firenze, per gli intermediari assicurativi la sfida sarà quella di «prepararsi a rispondere adeguatamente a eventuali ricorsi in maniera esaustiva e migliorare la tenuta e la conservazione a fini difensivi della documentazione sui rapporti della clientela».

«L’introduzione dell’arbitro assicurativo? Mi aspetto che la maggior parte del contenzioso si concentrerà sul settore Rc auto e sui ritardi nei risarcimenti. Questo anche in considerazione dei reclami a oggi presentati». È l’opinione di Sara Landini, ordinario di diritto dell’economia e docente di diritto delle assicurazioni all’Università degli Studi di Firenze.
Nel corso del secondo Laboratorio degli intermediari (dedicato, appunto, a questa nuova figura attiva dal 15 gennaio scorso), promosso dal Cesia (Centro studi intermediazione assicurativa) e da Cgpa Europe, e tenutosi alla fine dell’anno scorso a Roma, Landini ha affermato che «l’innovazione dell’arbitro dovrà affrontare diverse sfide».
La prima riguarda «l’effettiva capacità dell’Ivass di sostenere un incremento del carico lavorativo probabilmente significativo». La normativa, ha aggiunto Landini, «attribuisce alla segreteria tecnica, che fa capo all’Ivass, un’importante funzione di supporto al presidente e al collegio arbitrale, per esempio la preparazione della documentazione necessaria all’esame dei casi. Se davvero si vuole far funzionare l’arbitro, l’organico dell’Ivass dovrà essere integrato adeguatamente».
L’altra sfida è per gli intermediari, che dovranno «prepararsi a rispondere adeguatamente a eventuali ricorsi in maniera esaustiva e migliorare la tenuta e la conservazione a fini difensivi della documentazione sui rapporti della clientela (per esempio, le risposte alle richieste e ai bisogni assicurativi)». (fs)
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