Lo dice il report Global Risk 2015, realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con Marsh & McLennan Companies.
Secondo il Global Risks 2015, il report realizzato dal World Economic Forum (decima edizione) in collaborazione con Marsh & McLennan Companies, la principale sfida che il mondo dovrà affrontare nei prossimi 10 anni riguarda i conflitti internazionali.
I rischi analizzati nel report sono raggruppati in 5 categorie: economici, ambientali, geopolitici, sociali e tecnologici. Quelli legati alla geopolitica (e in particolare il rischio di conflitti internazionali) sono presenti sia nella top 5 dei rischi più probabili (precedono, nell’ordine, eventi climatici estremi, fallimento dei sistemi nazionali di governance, crisi o collassi di alcuni stati, elevato livello di disoccupazione strutturale), sia in quella dei rischi a più alto impatto (quarto posto, dietro solo a crisi idriche, diffusione di malattie infettive, armi di distruzione di massa).
L’Europa sembra essere più impreparata a gestire la disoccupazione e i flussi migratori non volontari; mentre in Italia (come in molti paesi europei) la principale preoccupazione è dovuta alle crisi fiscali, intese come l’incapacità degli stati di far fronte al debito pubblico mediante gli introiti legati alle tasse.
Le economie sviluppate temono anche rischi economici quali il fallimento dei principali meccanismi finanziari e delle istituzioni, e la crisi di liquidità. Preoccupazione anche per i rischi di attacchi informatici su larga scala e il furto di dati. (fs)
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