Nei giorni scorsi è arrivata l’autorizzazione all’operazione sia da parte dell’Ivass, sia dell’Antitrust.
Via libera da parte sia dell’Antitrust, sia dell’Ivass, all’operazione di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo, per il tramite di Intesa Sanpaolo Vita, del controllo esclusivo della compagnia Rbm Assicurazione Salute. Una operazione annunciata alla fine dell’anno scorso.
Qualche giorno fa l’Ivass ha dato l’ok dal momento che l’esito dell’istruttoria ha accertato «la sussistenza dei requisiti per l’autorizzazione all’assunzione della partecipazione di controllo». Semaforo verde anche dall’Antitrust, che ha deliberato di non avviare nessuna istruttoria in merito.
Intesa Sanpaolo Vita e Rbm Assicurazione Salute hanno sottoscritto un contratto di compravendita di azioni che prevede l’acquisizione, da parte di Intesa Sanpaolo Vita, del 50% più 1 azione del capitale sociale di Rbm Assicurazione Salute, con possibilità, per la società acquirente, di incrementare successivamente questa partecipazione fino ad arrivare al 100% del capitale sociale di Rbm.
L’Antitrust, in particolare, ha evidenziato come, con riferimento al mercato della produzione di prodotti assicurativi danni relativi agli infortuni, «la quota congiunta delle parti a livello nazionale sarà inferiore al 3%. In ragione della presenza di numerosi e qualificati concorrenti, quali ad esempio Gruppo Unipol, con una quota del 18,97%, Assicurazioni Generali, con una quota del 16,97%, Allianz, con una quota del 12,12% e Gruppo Cattolica Assicurazioni, con una quota del 5,88%, si ritiene che l’operazione non determini criticità concorrenziali».
Per quanto riguarda il mercato della produzione di prodotti assicurativi per i danni malattia, Antitrust ha osservato «che attualmente Rbm Assicurazione Salute è il terzo operatore del mercato, con una quota pari al 17,74%, mentre Intesa Sanpaolo detiene una quota pari a circa il 3%; conseguentemente, all’esito dell’operazione, Intesa Sanpaolo diverrà il secondo operatore, con una quota a livello nazionale pari al 20,88%. Inoltre, questo mercato è caratterizzato dalla presenza di numerosi e qualificati concorrenti, in particolare il Gruppo Unipol, con una quota del 22,73%, Assicurazioni Generali, con una quota del 20,51%, Allianz, con una quota del 9,68% e Reale Mutua, con una quota del 4,91%. Pertanto, si ritiene che anche nel mercato della produzione di prodotti assicurativi per i danni di ramo malattia, in ragione della quota post-merger non particolarmente elevata e della presenza di numerosi e qualificati concorrenti, l’operazione non sollevi preoccupazioni ai sensi della normativa sul controllo delle concentrazioni, in quanto inidonea ad alterare in modo significativo l’assetto concorrenziale».
Fabio Sgroi
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