giovedì 26 Marzo 2026

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ASSICURAZIONI: ENTRO IL 2028 PREVISTI 500 MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTI

L’IA non rappresenta solo una voce di bilancio, sottolinea Italian Insurtech Association, ma sta diventando il principale fattore di accelerazione della digitalizzazione dell’intera filiera assicurativa.

 

Simone Ranucci Brandimarte

Entro il 2028 l’intelligenza artificiale arriverà a valere 500 milioni di euro di investimenti nel settore assicurativo italiano, pari al 25% della spesa complessiva in innovazione. L’IA non rappresenta solo una voce di bilancio, ma sta diventando il principale fattore di accelerazione della digitalizzazione dell’intera filiera assicurativa.

È quanto emerge dalle elaborazioni di Italian insurtech association (Iia), basate su un monitoraggio strutturato degli investimenti nell’ecosistema assicurativo italiano, condotto sulle principali compagnie nazionali, rappresentative di circa l’80% della raccolta premi complessiva. L’analisi di Iia evidenzia una traiettoria di crescita “in forte accelerazione”: la quota di investimenti in soluzioni di IA sul totale è passata dal 5% nel 2024 al 10% nel 2025, fino al 15% previsto per il 2026, con l’obiettivo del 25% entro il 2028.

Questo trend incrementale “rende evidente il definitivo passaggio dell’IA da tecnologia di supporto a infrastruttura centrale dei modelli di business assicurativi”. In questo scenario di trasformazione, anche il mercato assicurativo globale è destinato a crescere. Tra il 2026 e il 2030 il valore dei premi a livello mondiale dovrebbe aumentare da 7 a circa 10 trilioni di dollari, anche grazie alla spinta della digitalizzazione e dell’IA.

L’analisi dell’associazione ha evidenziato anche una “chiara” segmentazione del mercato, articolata in tre categorie sulla base del livello di conoscenza dell’AI e del suo utilizzo strategico. Gli IA leaders sono gli operatori che dispongono già di una strategia definita, competenze dedicate e una roadmap triennale sull’IA: rappresentano oggi il 25% delle compagnie, il 10% degli intermediari e il 30% dei service provider. Si tratta prevalentemente di realtà medio – grandi che hanno già completato una parte significativa del percorso di digitalizzazione dei processi aziendali. Accanto a questi si collocano gli IA followers, impegnati nello sviluppo di competenze e strategie strutturate, e gli IA late movers, organizzazioni ancora in fase esplorativa e di prima adozione di queste tecnologie.

«I 500 milioni di euro previsti per il 2028 rappresentano un passaggio importante, ma il vero dato strategico è un altro», ha dichiarato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian insurtech association. «L’IA sta spingendo l’intera industria assicurativa a investire nel digitale. Per utilizzare l’IA è necessario disporre di dati strutturati, processi digitalizzati e interfacce evolute, e questo sta generando un effetto moltiplicatore sugli investimenti in insurtech. A differenza di altri settori, nel mondo assicurativo l’IA, grazie alla sua scalabilità ed economicità, non riduce la marginalità né comprime i margini, ma amplia il perimetro di business e accelera la crescita del mercato. Nei prossimi tre anni sarà fondamentale adottare approcci diversi a seconda del livello di maturità: chi è già leader dovrà rafforzare governance e gestione, chi è in fase di sviluppo dovrà costruire competenze e roadmap, mentre chi è in ritardo dovrà investire prioritariamente in formazione e digitalizzazione di base».

Fino al 2024, ha evidenziato Iia, l’intelligenza artificiale era prevalentemente impiegata in iniziative circoscritte, come l’ottimizzazione dei processi operativi e la gestione dei dati; ora, invece, le compagnie la stanno portando al centro dei processi core. Questo “non solo per automatizzare attività di routine ma anche abilitare nuovi modelli decisionali e di servizio. Un caso concreto riguarda l’underwriting, dove algoritmi capaci di analizzare grandi volumi di dati, consentono di calibrare i premi in base ai comportamenti reali dell’assicurato, rendendo possibile modelli di pricing dinamico e personalizzato basati su parametri di guida e stili di vita (es. politiche pay-how-you-drive). Analogamente, nell’ambito della prevenzione e della gestione delle frodi, molte compagnie utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per identificare automaticamente anomalie e schemi sospetti nelle richieste di risarcimento, accelerando l’individuazione delle frodi e riducendo le perdite legate ai casi fraudolenti, con notevoli benefici operativi ed economici”. (fs)

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