mercoledì 01 Aprile 2026

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INDUSTRIA ASSICURATIVA MONDIALE: ECCO LE PREVISIONI PER IL BIENNIO 2019-2020

Secondo il report pubblicato da Sigma, la divisione di ricerca del riassicuratore Swiss Re, la raccolta premi dovrebbe crescere di circa il 3% annuo.
  

Il quadro di previsione per l’industria assicurativa mondiale? Punta a una crescita della raccolta premi di circa il 3% annuo nel biennio 2019-2020, in accelerazione rispetto al 2018, anno nel quale la crescita dei premi è stimata al 2%. È quanto emerge da uno specifico report pubblicato da Sigma, la divisione di ricerca del riassicuratore Swiss Re, secondo cui il maggiore contributo arriverebbe dai mercati emergenti (quello cinese su tutti).

La crescita della raccolta nel settore danni nel biennio di previsione dovrebbe attestarsi su ritmi prossimi al 3% annuo, in lieve rallentamento rispetto alla stima relativa al 2018, ma comunque in linea con la media dei precedenti cinque anni. Le stime sulla profittabilità del settore nel 2018 puntano a un Return on equity (Roe) del 6,5%, inferiore alla media del quinquennio 2013-2017 (7,4%), ma in accelerazione nel biennio 2019-2020 (7%).

Quanto al settore vita, gli analisti di Sigma proiettano un’accelerazione nella raccolta premi (+3%) sia rispetto alle stime per il 2018 (+1,6%), sia rispetto alla media 2013-2017 (+2,3%). La profittabilità globale dovrebbe attestarsi nel 2018 intorno al 9%, in diminuzione rispetto alla media degli anni 2013-2017 (10,2%).

Secondo il report, l’andamento della raccolta mondiale trarrebbe spunto dal prolungamento della fase positiva del ciclo economico globale, derivante da performance al di sopra della capacità potenziale in importanti economie avanzate ed emergenti. Il quadro di previsione non sarebbe comunque immune al deterioramento del clima geopolitico che sta caratterizzando il contesto internazionale in questi ultimi anni. In particolare, Sigma prevede che l’aggravarsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina porterebbe a un impatto negativo diretto sui comparti marine e credito.

Negli Stati Uniti, in particolare, si prevede che nei prossimi due anni vi sarà un’evoluzione della raccolta premi danni su ritmi inferiori alla media globale (+2% annuo) e in rallentamento rispetto a quanto stimato per il 2018 (+2,8%). Tra il 2013 e il 2017 la crescita media è stata pari al 2,2%. Nel settore vita la crescita si attesterebbe su ritmi più deboli rispetto al 2018 (+1%, +1,7%), ma ancora superiori alla media 2013-2017. Il Roe totale è stimato in 9,8% nel 2018, a fronte di una media di 10,4% nei 5 anni precedenti.

Nei paesi dell’aggregato Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), le stime sulla raccolta danni nei prossimi due anni sono analoghe a quelle del Nord America, anche con un profilo temporale crescente. Nel settore vita si registra un andamento speculare, con un evidente rallentamento rispetto al quinquennio passato.

La pubblicazione di Sigma si sofferma anche sull’andamento passato e futuro dell’industria assicurativa nei paesi emergenti, con particolare attenzione alla Cina e all’India. Il settore danni di questo aggregato di paesi è previsto crescere in termini di raccolta premi dell’8%, accelerando lievemente rispetto a quanto stimato per il 2018 (7,8%), ma rimanendo comunque su ritmi analoghi a quelli registrati nella media 2013-2017. Nel comparto vita si osserva una crescita stimata nel biennio di previsione pari al 9%, a fronte di una crescita appena superiore all’1% nel 2018 e una media dei precedenti cinque anni del 10%.

Il peso delle economie emergenti nell’industria assicurativa globale dovrebbe aumentare in modo significativo nei prossimi decenni, riducendo progressivamente il gap di sviluppo che tuttora le differenzia dai paesi industrializzati.

La formazione e la crescita di una nuova classe media in questi paesi si accompagnerà con la creazione di significative opportunità commerciali per il settore assicurativo. L’aumento del tasso di possesso di beni durevoli, fra tutti le automobili e le abitazioni, si tradurrà in una maggiore domanda di coperture danni, mentre la crescita dell’aspettativa di vita media creerà un maggiore interesse per prodotti vita e previdenziali.

Fabio Sgroi

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