sabato 18 Aprile 2026

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IL SETTORE ASSICURATIVO ITALIANO? HA RECUPERATO LE CONDIZIONI PRECEDENTI L’INIZIO DELLA PANDEMIA

Il Rapporto sulla stabilità finanziaria a cura della Banca d’Italia fa il punto su patrimonializzazione, redditività e raccolta premi.  

Il settore assicurativo italiano ha recuperato le condizioni precedenti l’inizio della pandemia in termini di patrimonializzazione, redditività e raccolta premi. È quanto evidenzia il Rapporto sulla stabilità finanziaria a cura della Banca d’Italia.

A giugno del 2021, in particolare, l’indice di solvibilità medio delle compagnie è salito al 257% (era al 243% nel dicembre del 2020 e al 235% alla fine del 2019). Rispetto a dicembre dello scorso anno l’incremento deriva principalmente dalla ripresa di valore dei titoli in portafoglio e, in misura minore, dall’innalzamento della curva dei tassi di interesse privi di rischio utilizzata per calcolare le riserve tecniche.

Nel primo semestre 2021 il Roe medio del settore è salito al 6,1%, dal 2,6% di giugno 2020. Nel comparto vita la ripresa di valore degli attivi si è riflessa positivamente anche sulla redditività; il Roe è cresciuto al 5,8%, dal valore nullo di giugno dell’anno precedente.

La redditività del comparto danni è rimasta stabile al 6,7%. Il rapporto tra oneri e spese di gestione e premi di competenza (combined ratio) è tornato sui livelli di giugno 2019, per effetto dell’aumento dell’onere dei sinistri conseguente alla ripresa della circolazione delle auto. Anche gli utili attesi dagli analisti e i corsi azionari delle compagnie italiane mostrano che il settore ha ampiamente superato le difficoltà legate alla pandemia.

In linea con la media europea, le assicurazioni italiane sono esposte più ai rischi di mercato (pari al 65% del requisito di capitale di base) che a quelli tecnici assicurativi; nell’ambito dei rischi di mercato le compagnie italiane rimangono soggette prevalentemente al rischio legato alla variazione degli spread obbligazionari.

A giugno del 2021 gli investimenti con rischi di mercato a carico delle compagnie italiane erano sostanzialmente stabili rispetto a quelli della fine del 2020 (838 miliardi di euro). Il peso dei titoli pubblici, seppure in flessione di 2 punti percentuali, resta comunque elevato e largamente superiore alla media europea (50% contro 29%).

Nel primo semestre del 2021 la raccolta premi delle imprese di assicurazione è tornata sui livelli pre-pandemia (in aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2020). A causa del perdurare dei bassi tassi di interesse è proseguita la graduale riduzione delle garanzie di rendimento offerte dalle compagnie di assicurazione vita; per lo stesso motivo l’incidenza sulle riserve matematiche delle polizze vita con rendimento garantito contenuto (pari o inferiore all’1%) ha raggiunto il 75%. (fs)

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