lunedì 06 Aprile 2026

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IL RUOLO DEI COLLABORATORI DI AGENZIA IN UN MERCATO CHE CAMBIA. DI LIZIO: «E’ ORA DI AFFRONTARE IL TEMA CON LE COMPAGNIE»

Il componente di giunta di Anapa Rete ImpresAgenzia: «Se rivediamo in chiave più moderna le nostre reti, sapremo essere più resilienti (agenti e compagnie) verso le sfide quanto mai incerte che il futuro ci prospetta all’orizzonte».

 

Renzo Di Lizio

Ripensare insieme con le compagnie a quale ruolo attribuire ai collaboratori di agenzia per dare maggiore stabilità a loro, alle stesse agenzie e a tutto il mercato. «Probabilmente è arrivato il momento». A sollevare la questione è Renzo Di Lizio, componente di giunta di Anapa Rete ImpresAgenzia e agente Itas a Chieti. Nell’ambito dello spazio – opinioni riservato agli derenti all’associazione, Di Lizio ha evidenziato come le compagnie stiano sottovalutando «forse involontariamente (?)» il problema, «dedicandosi a sviluppare a ritmo sostenuto nuova tecnologia per favorire il rapporto digitale con i clienti». E invece il tema merita un’attenzione particolare.

«Nelle agenzie ritroviamo quasi esclusivamente subagenti, produttori e collaboratori professionisti (oltre naturalmente ai dipendenti), ma è innegabile che i cambiamenti in atto stanno mettendo a dura prova la tenuta nel tempo di una rete così strutturata, secondo lo schema classico», ha osservato. «Stiamo parlando di un asset strategico costruito attraverso anni di condivisione degli obiettivi, di relazioni personali e professionali improntate alla reciproca fiducia, che ha contribuito a creare valore per tutto il sistema, ma che oggi sembra scricchiolare per vari motivi: la maggiore volatilità del portafoglio, la crescente riduzione dei premi Rc auto, i canali alternativi, la crisi economica, la schizofrenia assuntiva delle compagnie. Soprattutto in certe aree del paese e per certe tipologie di business».

Di Lizio, nel suo ragionamento, ha ricordato la recente notizia della sottoscrizione di un accordo tra Generali Italia e le OO.SS., «volta a valorizzare maggiormente il ruolo della rete Op con nuove prospettive di carriera e crescita»; un accordo «degno di nota non tanto per i nuovi contenuti di  quel modello distributivo, che ricordiamo essere un “unicum” nel mercato, quanto piuttosto per gli interrogativi che deve porre tanto per le compagnie, quanto per gli agenti, su come stanno cambiando le organizzazioni produttive che a vario titolo lavorano all’interno delle nostre agenzie».

Per il componente di giunta di Anapa, l’accesso alla professione, la carriera, la specializzazione, la formazione settoriale e nuovi sistemi di remunerazione, per esempio, «sono solo alcuni degli spunti su cui poter lavorare per continuare a sviluppare vecchi e nuovi settori, ma allo stesso tempo anche per offrire una valida opportunità professionale a chi ancora “vuol fare l’assicuratore”».

Di Lizio si è detto «convinto che anche grazie alle nostre reti, se riviste in chiave più moderna, sapremo essere più resilienti (agenti e compagnie) verso le sfide quanto mai incerte che il futuro ci prospetta all’orizzonte».

Fabio Sgroi

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