24 agosto 2018 19:00

IL NUOVO ATTESTATO DI RISCHIO DINAMICO: ECCO TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE


Dal 1° agosto scorso il documento che traccia il comportamento alla guida di un assicurato negli ultimi 5 anni è più completo. Vediamo quali sono le novità…

Dal 1° agosto scorso l’attestato di rischio, il documento che traccia il comportamento alla guida di un assicurato negli ultimi 5 anni, è diventato dinamico. È un passo importante ai fini della storia assicurativa dell’assicurato perché il nuovo documento consente il recupero delle informazioni sugli incidenti non denunciati o denunciati in ritardo, spesso dopo oltre un anno rispetto a quando sono accaduti (sinistri tardivi); si tratta di informazioni che, se l’assicurato cambia compagnia, non comparivano sulla precedente modalità con cui veniva elaborato l’attestato. Vediamo come funziona, facendo riferimento a quanto comunicato dall’Ania.

Dal 1° luglio 2015, l’attestato di rischio non è più cartaceo, ma digitale, ed è consultabile sui siti delle compagnie e, su richiesta, nella banca dati gestita dall’Ania sotto il controllo dell’Ivass. Il documento contiene i dati del veicolo e dell’assicurato, la storia degli incidenti e la classe di bonus malus, cioè il sistema che premia (bonus) chi non causa incidenti e penalizza (malus) chi li provoca.

L’applicazione del bonus o del malus fa riferimento a una pagella contenuta nell’attestato di rischio (tabella della sinistrosità pregressa, che registra gli incidenti causati negli ultimi 5 anni, sia quelli con responsabilità esclusiva, sia quelli con colpa principale o paritaria) che dal 1° gennaio 2019 verrà, anno dopo anno fino al 2023, progressivamente estesa a 10 anni. Per la determinazione del bonus o del malus, tuttavia, si tiene conto solo degli ultimi 5 anni di storia assicurativa.

L’attestato di rischio dinamico apporta un vantaggio anche per quanto riguarda la lotta alle frodi perché concerne i cosiddetti sinistri tardivi, cioè quegli incidenti denunciati in ritardo, spesso dopo oltre un anno da quando sono avvenuti e pagati dalla compagnia negli ultimi 60 giorni di un contratto Rc auto, o dopo la sua scadenza.

Succede, infatti, che l’assicurato cambia compagnia e contemporaneamente denuncia l’incidente in ritardo, impedendone la registrazione nell’attestato di rischio. In questo modo, all’assicurato viene applicato il bonus anziché il malus a danno degli altri assicurati. Con l’attestato di rischio dinamico questo comportamento, spesso scorretto e in malafede, non sarà più possibile.

La novità del 1° agosto introduce anche un codice detto Iur (Identificativo univoco di rischio). Si tratta di un codice personale che segue l’assicurato, semplifica la ricostruzione del suo attestato di rischio rendendolo identificabile da parte di tutte le compagnie. Ogni Iur è diverso dagli altri e un proprietario che ha più veicoli, quindi, deve avere più Iur, uno per ciascun veicolo.

Questo codice, in sostanza, agevola la procedura per recuperare le informazioni sui sinistri tardivi. Questa procedura si articola in tre fasi: la compagnia A paga un incidente denunciato in ritardo (nei 5 anni precedenti); la stessa compagnia comunica il sinistro tardivo alla compagnia B che in quel momento assicura il responsabile dell’incidente; la compagnia B aggiorna l’attestato di rischio e, alla scadenza del contratto, applica il malus in caso di sinistro tardivo con responsabilità esclusiva o in caso di sinistro tardivo con concorso di colpa che, sommato ad altri incidenti causati, raggiunge una responsabilità superiore o uguale al 51%.

Nel caso in cui nell’attestato di rischio dovesse comparire un sinistro tardivo, l’assicurato, rivolgendosi alla propria compagnia, può risalire all’assicuratore che ha pagato il danno. Successivamente può valutare, se il contratto Rc auto lo consente, di riscattare il sinistro o subire il malus.

Fabio Sgroi

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