sabato 09 Maggio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

IL MISE: LA COMPAGNIA NON PUO’ VINCOLARE L’AGENTE AD ACQUISIRE PRESSO IL CONTRAENTE INFORMAZIONI SUPERFLUE RISPETTO AL TIPO DI PRODOTTO RISPONDENTE ALLE RICHIESTE DEL CLIENTE

Il Ministero dello Sviluppo Economico risponde a una interrogazione del parlamentare Tommaso Foti.
 

«Un comportamento dell’impresa teso a vincolare la rete di vendita all’acquisizione presso il contraente di informazioni palesemente ultronee ed esorbitanti rispetto alla tipologia del prodotto rispondente alle richieste del cliente, vincolando peraltro a tali informazioni l’emissione di una copertura assicurativa obbligatoria per legge, risulterebbe non conforme al dettato regolamentare e, pertanto, stigmatizzabile». A segnalarlo è l’Ivass e il passaggio è contenuto nella risposta scritta da parte di Dario Galli, vice ministro dello Sviluppo economico, in risposta a una interrogazione parlamentare presentata nell’ottobre scorso da Tommaso Foti (Fratelli d’Italia).

Lo stesso Foti aveva evidenziato come ci siano casi in cui «le istruzioni impartite dalle compagnie sono orientate alla raccolta di informazioni che esulano da quelle strettamente “utili e pertinenti in relazione alla tipologia di contratto offerto” (articolo 58 del codice delle assicurazioni). È il caso di alcuni formulari relativi alle polizze auto in cui sono richieste informazioni sulle proprietà immobiliari, sull’esistenza di mutui, sul reddito familiare, sull’attitudine ad effettuare acquisto di beni e servizi online, sul possesso di tablet e di smartphone e su altre materie estranee all’oggetto della copertura assicurativa. In taluni casi l’acquisizione di dette informazioni è addirittura vincolante per l’emissione della polizza».

Clicca QUI per leggere l’interrogazione scritta e la risposta del vice ministro.

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IN COPERTINA