IL FUTURO DELL’OFFERTA ASSICURATIVA IN AGRICOLTURA? L’ASSUNZIONE DEI RISCHI SARA’ «MAGGIORMENTE SELETTIVA»

8 Luglio 2021

Secondo una indagine dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), che ha intervistato alcuni responsabili e funzionari di direzione centrale delle compagnie, ci sarà anche la tendenza a inasprire le condizioni contrattuali.

«Acquisire, attraverso il parere delle compagnie e delle aziende agricole assicurate, maggiori e più approfonditi elementi conoscitivi sulla composizione e sulle caratteristiche dell’offerta assicurativa, a partire dalla contrattualistica agevolata relativa alle polizze contro i rischi atmosferici, fitosanitari e ambientali». È l’obiettivo di una indagine sull’offerta assicurativa in agricoltura, svolta nel 2020 dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che ha fatto emergere come sia «verosimile» che nei prossimi anni gli assicuratori tenderanno ad attuare una politica di assunzione dei rischi «maggiormente selettiva», in particolare rispetto agli eventi catastrofali (gelo, siccità e alluvione), meno frequenti ma più severi in termini di potenziali danni alle produzioni.

Le compagnie tenderanno, inoltre, a «rafforzare l’offerta, anche attraverso prodotti innovativi, puntando maggiormente su schemi di polizza semplificati e favorendo l’ampliamento del raggio di azione e l’ottimizzazione del grado di esposizione ai rischi atmosferici». Per contrastare le ricadute dei cambiamenti climatici sui “ratio” assicurativi (peggioramento dei rapporti tra sinistri e premi), le compagnie, al pari dei riassicuratori, «stanno tendendo, in generale, ad attuare una politica più selettiva nell’assunzione dei rischi e a inasprire, quando possibile, le condizioni contrattuali».

CARATTERISTICHE DELL’INDAGINE – L’indagine di Ismea, realizzata con la tecnica Cawi (Computer assisted web interviewing), è stata condotta tra giugno e luglio 2020, su un campione di 12 compagnie assicurative (più un broker) attive nel circuito nazionale delle polizze agricole agevolate contro i rischi atmosferici, fitosanitari e ambientali.

Il campione, relativamente alle sole compagnie, è rappresentativo del 91% della dimensione complessiva del mercato (totale dei valori assicurati con polizze agricole agevolate) e si compone per il 75% da compagnie (9) che operano in almeno 15 rami assicurativi, e dal restante 25% da compagnie (3) presenti in più di un ramo (da un minimo di 2 a un massimo di 6). Agli intervistati (responsabili e funzionari di direzione centrale delle compagnie) è stato sottoposto un questionario suddiviso in quattro ambiti tematici: polizze agricole agevolate, riassicurazione, coassicurazione, sviluppo nuovi strumenti assicurativi.

Inoltre, all’indagine ha partecipato un campione di circa 3.000 aziende agricole assicurate con polizze agevolate contro i rischi atmosferici, fitosanitari e ambientali, a cui è stato somministrato un questionario (suddiviso in 4 ambiti tematici: polizze agevolate e polizze accessorie, sinistrosità e risarcimenti, costi assicurativi e canali distributivi, valutazione sul servizio ricevuto), al fine di raccogliere pareri e indicazioni qualitative sulle caratteristiche dell’offerta assicurativa. In base alla ripartizione per macro area geografica, l’86% dei rispondenti è costituito da aziende agricole del nord Italia e il restante 14% da imprese del centro-sud.

I NUMERI, IN SINTESI, DELL’INDAGINE – Se si considera l’intero ammontare del portafoglio premi, le polizze agricole incidono per più del 10% nel 46% dei player intervistati, ma meno del 3% in un altro 30% di casi. Nei rapporti specifici con la clientela del settore agricolo, le polizze agevolate contro i rischi atmosferici superano, nel 70% circa dei casi, il 20% del portafoglio premi.

In generale, l’offerta assicurativa, relativamente alle polizze agricole agevolate, si caratterizza, nel 77% dei casi, in prodotti per la copertura dei soli rischi atmosferici, limitati in alcuni casi anche a determinati prodotti o territori e in altri a specifiche avversità (quelle più rischiose dagli assicuratori sono il gelo e brina, le fitopatie e le infestazioni parassitarie).

Dall’indagine emerge che, nel 92% dei casi, le compagnie sottoscrivono contratti di riassicurazione, trasferendo quote del portafoglio rischi anche elevate, fino a oltre il 70% in quasi il 40% dei casi. Le condizioni di riassicurazione tendono tuttavia a peggiorare, per un implicito deterioramento dei ratio anche a carico delle compagnie di secondo livello.

Sul tema specifico della coassicurazione, che prevede la copertura dei rischi di un’azienda da parte di almeno due compagnie, lo strumento appare poco diffuso, relativamente alle polizze agricole agevolate, riguardando, nel 46% dei casi in cui vi si ricorre, meno del 10% dei valori complessivamente assicurati.

Fabio Sgroi

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