Per il group ceo di Unipol e presidente di UnipolSai la competizione degli istituti di credito su questo ambito «è marginale», anche nel lungo periodo. Al contrario possono trovare facilità di collocamento i prodotti…

«Il business motor? La competizione delle banche su questo filone direi che è marginale ora e lo sarà anche nel lungo periodo, perché ritengo che quello dell’auto sarà più un mercato che si dividerà fra gli agenti e il canale diretto legato alle compagnie web». Così ha risposto Carlo Cimbri, group ceo di Unipol e presidente di UnipolSai, a una precisa domanda che è arrivata nell’ambito della recente presentazione agli analisti finanziari e agli investitori istituzionali dei risultati preliminari relativi agli esercizi 2019 di Unipol Gruppo e UnipolSai.
Cimbri ha aggiunto che l’influenza delle banche «è più importante per quanto riguarda lo sviluppo di alcuni segmenti del non motor», riferendosi per esempio ai prodotti del ramo salute. «Se ben confezionato», ha affermato, «un prodotto salute “intelligente” trova facilità di collocamento presso la rete degli sportelli bancari». Anche nell’ambito del finanziamento alle Pmi, ha detto Cimbri, «le banche possono proporre pacchetti assicurativi con consistenti possibilità di successo nei confronti dei loro clienti».
Fabio Sgroi
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