L’autorità europea ha pubblicato la terza relazione sulla direttiva che esamina, fra l’altro, la qualità della consulenza e dei metodi di vendita.
L’Eiopa (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) ha pubblicato la sua terza relazione sull’applicazione della direttiva sulla distribuzione assicurativa (Idd).
Il documento esamina, tra l’altro, i cambiamenti nella struttura del mercato degli intermediari assicurativi, gli sviluppi dell’attività transfrontaliera, la qualità della consulenza e dei metodi di vendita, l’impatto della direttiva sugli intermediari assicurativi che sono piccole e medie imprese e se le autorità competenti dispongano di poteri sufficienti e di risorse adeguate per svolgere i loro compiti.
Le ultime risultanze sulla struttura del mercato della distribuzione assicurativa, ha evidenziato l’Eiopa in una nota, confermano le tendenze già emerse nelle relazioni precedenti. Il numero di intermediari registrati «è ulteriormente diminuito negli ultimi due anni a causa del consolidamento, di requisiti professionali più rigorosi e della difficoltà di attrarre nuovi talenti per sostituire quelli che raggiungono l’età pensionabile». Allo stesso tempo, il numero di intermediari con un passaporto dell’UE è aumentato del 12 % tra il 2020 e il 2024, «il che indica un maggiore interesse per la distribuzione transfrontaliera».
La qualità della consulenza e dei metodi di vendita «è migliorata in alcuni mercati, ma permangono carenze persistenti in altri, anche dopo la vendita (ad esempio tempi di trattamento dei reclami molto lunghi)». Le debolezze segnalate sono «coerenti» con la recente attività della stessa Eiopa ha riscontrato «una correlazione limitata tra l’accuratezza del processo di vendita e l’allineamento dei prodotti offerti ai profili degli acquirenti». In pratica, «sessioni più lunghe e dettagliate non si sono tradotte in risultati migliori per gli acquirenti, indicando un’eventuale necessità di semplificare il processo di vendita».
Nell’ambito della distribuzione digitale, l’IA generativa viene sempre più utilizzata attraverso chatbot e strumenti di vendita, uno sviluppo «che può influenzare materialmente il modo in cui vengono svolte alcune attività quotidiane». Dato che l’Idd «non disciplina in modo esaustivo i canali digitali né fornisce orientamenti dettagliati sui modelli di consulenza basati sull’IA, vi è margine per chiarire il trattamento normativo di tali tecnologie emergenti».
Capitolo incentivi, nonostante la crescente attenzione normativa e l’azione di vigilanza degli ultimi anni, quelli disallineati e l’insufficiente trasparenza «continuano a minacciare la protezione dei consumatori in alcuni mercati, in particolare per quanto riguarda la distribuzione dell’assicurazione sulla vita o sulla protezione del credito».
L’Idd, ha concluso Eiopa, continua a fornire norme minime per una distribuzione assicurativa «equa e trasparente» in tutta l’Unione Europea. Tuttavia, le sfide attuali, in particolare per quanto riguarda la digitalizzazione, i processi di vendita e l’integrazione delle preferenze in materia di sostenibilità, richiedono «un’attenzione costante». (fs)
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