lunedì 11 Maggio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

I PIANI DI CATTOLICA ASSICURAZIONI PER LA RETE SECONDARIA

Si punta «a un coinvolgimento totale nella vita della compagnia, di ogni singola persona a prescindere dal ruolo che ricopre in agenzia», spiega il vice direttore generale Marco Lamola.
   
Marco Lamola

«Se per noi in Cattolica il cuore della distribuzione sono le agenzie e gli agenti, penso di non fare torto a nessuno se dico che il cuore delle agenzie sono i loro dipendenti e i loro collaboratori, una squadra di 7.000 professioniste e professionisti che rappresentano la spina dorsale della nostra rete agenziale». Marco Lamola, vice direttore generale di Cattolica Assicurazioni, ha elogiato così la rete secondaria che, ha rimarcato, rappresenta «la vera interfaccia quotidiana per centinaia di migliaia di nostri clienti, un loro sorriso molto spesso risolve il problema, un loro silenzio evita che si generi, sempre guidati da preparazione e professionalità».

In questi ultimi anni la compagnia ha varato una serie di iniziative proprio rivolte ai subagenti. Programmi strutturati lanciati nel 2015 allo scopo di coinvolgere la rete secondaria. Programmi elaborati anche in previsione dell’anno che si è appena concluso «Abbiamo previsto cataloghi premi per i front office e gare nazionali sia per i front office che per i subagenti. Avevamo preparato anche viaggi premio e per la prima volta avremmo portato i migliori all’estero in una capitale europea, ma come noto il Covid ci ha bloccato», ha affermato Lamola.

Quali obiettivi per il 2021? «Puntiamo su un coinvolgimento totale, nei piani della compagnia, di ogni singola persona a prescindere dal ruolo che ricopre in agenzia. Faremo tutto il possibile al centro e sul territorio per far sentire la nostra vicinanza a ogni collaboratrice e collaboratore che alzandosi la mattina veste la “maglia Cattolica”. E per i migliori subagenti, quelli con un solido portafoglio, alto potenziale e spirito imprenditoriale non mancheranno le occasioni per un mandato agenziale o per entrare in società pronte ad accogliere persone di talento», ha concluso Lamola.

Fabio Sgroi

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