giovedì 19 Febbraio 2026

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«I CHIARIMENTI APPLICATIVI DI IVASS SUL REGOLAMENTO 51/2022? NON SUPERANO LA CRITICA DI FONDO»

Alessandro Lazzaro (presidente dell’Unione Agenti Axa) ed Enrico Ulivieri (presidente del Gruppo agenti Zurich) ritengono che la risposta dell’authority in particolare sulla parte che disciplina la dichiarazione del cliente non risolva i dubbi. Anzi, «rischia di aggiungere confusione a confusione. Il nostro ricorso al Tar? Fondato». E attendono il 18 ottobre…

Da sinistra: Enrico Ulivieri e Alessandro Lazzaro

La nota di chiarimento pubblicata sul proprio sito istituzionale dall’Ivass relativa all’applicazione di un articolo del Regolamento 51/2022 (Preventivatore Rc auto) dello stesso istituto di vigilanza «non supera la critica di fondo», con riferimento alla parte che disciplina la dichiarazione del cliente. È l’opinione di Alessandro Lazzaro e di Enrico Ulivieri, presidenti rispettivamente dell’Unione agenti Axa e del Gruppo agenti Zurich, riferendosi al fatto che «tale “dichiarazione” debba ritenersi obbligatoria e che debba necessariamente provenire dal cliente e non, invece, dall’agente».

Per Lazzaro e Ulivieri, in sostanza, «resta quindi il fatto che tale obbligo, oltre a non essere previsto dall’articolo 132 bis del codice delle assicurazioni private nell’ambito della delega regolamentare, rifluisce in un inutile, costoso ed improduttivo aggravio a carico degli intermediari. Né, a ben vedere, il “chiarimento” garantisce che, in sede ispettiva, l’istituto non pretenda che tale “dichiarazione” abbia più stringenti requisiti di forma e di sostanza, requisiti che il “chiarimento” di per sé non esclude affatto».

Il chiarimento applicativo fornito dall’Ivass, per Lazzaro e Ulivieri, evidenzia non solo «la fondatezza delle censure» contenute nel ricorso presentato dalle stesse due rappresentanze agenziali al Tar del Lazio (la camera di consiglio è fissata per il prossimo 18 ottobre), ma anche il fatto che «non le superi». Al contrario, continuano i due presidenti, «rischia di aggiungere confusione a confusione».

Non resta che aspettare e vedere se tra una settimana ci saranno novità.

Fabio Sgroi

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