Collaborazioni, plurimandato, auto e nuove opportunità. L’avvocato dello studio legale Taurini & Hazan ha detto la sua nel corso di un convegno organizzato dallo Sna.
«Le collaborazioni fra intermediari? Ho visto delle applicazioni distorsive che hanno portato tante volte a superare il vecchio tema del mandato congiunto – disgiunto, moltiplicando la catena dei compensi a totale zero utilità per il cliente. Non è questa la strada giusta». Maurizio Hazan (nella foto), avvocato presso lo studio legale Taurini & Hazan, come suo solito non usa giri di parole per esprimere la sua opinione. E lo ha fatto anche in occasione di un recente convegno organizzato a Milano dal Sindacato nazionale agenti, sul tema delle liberalizzazioni nel settore assicurativo.
Per Hazan la vera logica delle collaborazioni fra intermediari è «il presidio delle aree scoperte e la possibilità di organizzare la propria attività di intermediazione in una logica di servizio vero, di protezione dei clienti».
In merito al plurimandato, di cui si è parlato durante il dibattito, l’avvocato ha sottolineato come «abbia aperto moltissimo il mercato», anche se, per gli agenti, il tema vero è un altro: «l’agente non deve più commettere l’errore di essere trainato: al contrario, deve essere trainante se ha una competenza specifica. Sarà lui a essere ricercato, a guidare, a trovare soluzioni per il cliente. L’auto? È un mercato poco concorrenziale, sono altri i comparti su cui oggi bisogna puntare, trovare più spazi, settori trainanti come il welfare state e tutto il mondo dell’integrazione in generale della copertura del rischio e anche il sostegno delle attività professionali».
Fabio Sgroi
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