GUARDIA DI FINANZA NELLA SEDE DI CATTOLICA A VERONA. TRE INFORMATIVE DI GARANZIA AI VERTICI E ACCERTAMENTI SULLE ASSEMBLEE 2019-2020

2 Agosto 2020

L’ipotesi di reato (violazione dell’articolo 2636 del Codice Civile) è di illecita influenza sull’assemblea dei soci. La società ribadisce «l’assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell’indagine».

 

La Guardia di Finanza nella sede sociale di Cattolica a Verona. È successo nella giornata di ieri e non si è trattato solo di una semplice perquisizione e acquisizione di documenti (su mandato della Procura della Repubblica di Verona) in seguito ad accertamenti ispettivi della Consob.

Le fiamme gialle, come riporta l’Ansa, hanno notificato anche una informativa di garanzia a Paolo Bedoni, presidente del consiglio di amministrazione, Carlo Ferraresi, direttore generale e Alessandro Lai, segretario del Cda. La compagnia, in una nota, ha riportato che la notifica è stata indirizzata «ad alcuni esponenti aziendali». L’ipotesi di reato (violazione dell’articolo 2636 del Codice Civile) è di illecita influenza sull’assemblea dei soci.

Oggetto dell’indagine, in particolare, sono le assemblee del 13 aprile 2019, del 27 giugno 2020 e del 31 luglio 2020 (proprio quella che ha dato l’ok, tra l’altro, alla trasformazione di cattolica in società per azioni).

Cattolica, in una nota, ribadisce «l’assoluta correttezza e regolarità delle operazioni assembleari oggetto dell’indagine» e fa notare come le ultime riunioni siano «avvenute, tra l’altro, con l’intervento di un rappresentante designato indipendente, quale Computershare Spa, e quindi attraverso meccanismi di raccolta e di voto soltanto informatici e senza il coinvolgimento della società e di sue strutture; donde l’impossibilità per queste di intervenire o incidere sul voto espresso dai soci».

Cattolica, che ha dato «immediata e piena collaborazione all’autorità investigativa», ribadisce «l’assoluta fiducia su un pronto chiarimento della posizione, e altresì la fiducia nella rapida attività dell’autorità giudiziaria». In ogni caso la società tiene a precisare che le delibere assunte nell’assemblea del 31 luglio 2020 «sono valide a tutti gli effetti e che l’importante operazione con Generali proseguirà come previsto».

Fabio Sgroi

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