Il risultato netto è stato pari a 1,04 miliardi di euro (+41,1%). La raccolta diretta danni è cresciuta del 3,6%, quella vita del 4,4%. Migliora ancora il combined ratio.
Il Gruppo Unipol, presieduto da Carlo Cimbri, ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto consolidato pari a 1,05 miliardi di euro, considerando il contributo della collegata Bper (+42% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e con un utile netto del gruppo assicurativo pari a 1,04 miliardi di euro (+41,1% rispetto a giugno 2025). La raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a circa 9 miliardi di euro.
DANNI – La raccolta diretta nel comparto danni, pari a 4,96 miliardi di euro, ha registrato una crescita del 3,6%. In particolare, auto a +6%, non auto a +1,4%). Il combined ratio si è attestato al 91,8% contro il 92,7% registrato al primo semestre 2025. Il risultato ante imposte del settore danni è stato pari a 885 milioni di euro, rispetto ai 520 milioni di euro registrati nei primi sei mesi dell’esercizio 2025.
VITA – Nel comparto vita, il Gruppo Unipol ha realizzato una raccolta diretta pari a 4,1 miliardi di euro (+4,4%). Il risultato ante imposte del settore vita è stato pari a 238 milioni di euro, in crescita rispetto ai 180 milioni realizzati nei primi sei mesi del 2025.
SETTORE COLLEGATE BANCARIE – Il risultato ante imposte del settore collegate bancarie del primo semestre 2026, pari a 103 milioni di euro, espone il consolidamento pro quota dei risultati consolidati di Bper al 31 marzo scorso. Sulla base delle informazioni finanziarie aggiornate al 30 giugno 2026 il contributo di Bper al risultato del gruppo Unipol sarebbe pari a 246 milioni di euro.
SETTORE ALTRE ATTIVITÀ – Per quanto concerne il settore Altre attività, il risultato ante imposte è stato pari a 51 milioni di euro (+7,1%).
GESTIONE FINANZIARIA E SOLVIBILITA’- La redditività lorda del portafoglio degli investimenti finanziari assicurativi del gruppo ha ottenuto un rendimento complessivo pari all’8,1% degli asset investiti, di cui un 5,1% derivante da cedole e dividendi.
L’indice di solvibilità di gruppo si è attestato al 259% (290% quello del gruppo assicurativo) rispetto al 230% del 31 dicembre 2025. (fs)
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